Alpe Piota

Breve descrizione itinerario

Alpe Piota Il giro si caratterizza per la risalita agli alpeggi occidentali della media Val Leventina e non richiede particolare impegno fatto salvo un discreto grado di allenamento; le quote raggiunte e la tipologia di strade affrontate lo rendono inoltre particolarmente idoneo per la stagione autunnale dove, tra l’altro, i boschi mostrano una fantastica combinazione di scintillanti colori. Partendo dal centro sportivo di Faido si percorre la ciclabile nr. 3 che costeggia su asfalto l’autostrada ed il fiume Ticino fino all’abitato di Nivo ove si risale, sempre su asfalto in direzione di Chironico su ampia strada a doppia carreggiata ma dal ridotto traffico di autoveicoli. Prima di giungere nel centro del paese, quota 780, si svolta a destra per una tranquilla strada in asfalto che risale le pendici della montagna con interessanti panorami a sbalzo sulla sottostante vallata; la salita procede tranquilla con qualche breve strappo più impegnativo sino all’abitato di Gribbio (quota 1.290) dove il panorama si apre maggiormente ed iniziano i primi pascoli alpini. Superato il piccolo agglomerato di baite di Segin si incontra il bivio per l’Alpe Piota/Dalpe: tenendo quindi la sinistra si prosegue ora in salita superando le baite di Garlengo antistanti ad ampi pascoli con spettacolari vedute dei fronteggianti rilievi ticinesi ed al successivo bivio a quota 1.440 ca prendendo a sinistra inizia il tratto terminale di ascesa all’Alpe Piota, dopo circa 16,4 km dalla partenza. Si affronta ora un tratto di circa 1 km ancora su asfalto in risalita nel bosco e poi, a quota 1.540, l’ultimo tratto di 1,5 km su sterrato che conduce finalmente all’Alpe Piota (quota 1.680) con i suoi meravigliosi pascoli scintillanti di giallo dorato tipici del periodo autunnale e protetta dai sovrastanti rilievi del Pizzo Campo Tencia, del Pizzo Campolungo e del Pizzo Forno. Per la discesa dall’Alpe si seguono le indicazioni escursionistiche che si incontrano poco dopo l’alpeggio e si percorre dapprima una facile traccia di sentiero in moderata discesa per poi deviare qualche centinaio di metri dopo decisamente verso valle facendo molta attenzione ai bollini bianco-rossi posti sulle pietre, abbandonando così il percorso principale che in leggero falsopiano si addentra nel bosco: stante l’esile traccia da seguire è altamente opportuno seguire attentamente la traccia gps. La discesa verso la Val Piumogna diviene più tortuosa e ripida con alcuni passaggi resi più complicati da pietre e/o stretti angoli di curva anche se in realtà non vi sono veri e propri passaggi a mano. Nel giro di pochi minuti si giunge alla cascina Prati di Gera, quota 1.450, dove percorrendo una esile traccia nell’erba si giunge allo sterrato di fondovalle. Superato il ponticello in legno sul torrente Piumogna si transita per l’agglomerato di Piumogna e, dopo una brevissima risalita, si prosegue in discesa verso Dalpe superando un bellissimo tratto di bosco con larici e la successiva deviazione, a sinistra, per l’Alpe Cadonigo. Durante il corso della discesa, dopo aver incontrato l’asfalto, si devia quasi subito verso destra lungo una poderale sterrata che scende a Dalpe e da qui la traccia gps devia su una poderale dapprima asfaltata e poi sterrata che scende a Pian Selva sino a giungere nei pressi dell’arrivo della piccola funivia che risale da Faido. Superata una sbarra (con un divieto di accesso per gli autoveicoli) si prosegue lungo la poderale/forestale che purtroppo deve essere quasi subito abbandonata causa una frana che l’ha resa impercorribile (ott. 2015) deviando per un sentiero che scende deciso a fondovalle. Inizialmente il tratto è percorribile in bici in quanto le pendenze rimangono gestibili ed il fondo, pur se sconnesso, consente la pedalata; ben presto però occorre affrontare un tratto molto tortuoso con pietre, ostacoli naturali, elevate pendenze e stretti tornanti che rendono praticamente impossibile la percorrenza fin tanto che non si incontra nuovamente la forestale abbandonata in precedenza. A questo punto non resta che completare la discesa con l’ultimo semplice tratto che diviene quasi subito su asfalto
nazione: Svizzera
zona: Val Leventina
provincia: Canton Ticino – CH
da: Faido
a: Faido
vista: Pizzo Campo Tencia, Pizzo Campolungo, Pizzo Forno

ALTIMETRIA QUOTE E DISTANZA

dislivello totale salita: mt 1.150
quota massima: mt 1.681
quota minima: mt 622
km totali: 30,0

SENSO DI MARCIA

girare in senso orario

TEMPO DI PEDALATA

di puro movimento 3 ore e 25 minuti

SINTESI VALUTAZIONI

panorami: 8/10
difficoltà salita: 2/10
difficoltà discesa: 8/10
impegno fisico: 6/10

NOTE GENERALI (ES. NON PEDALABILITA’, DIFFICOLTA’ PARTICOLARI, NOTE VARIE, ECC.)

pendenze: massima salita pedalabile 12,6% su asfalto poco prima di Gribbio, massima discesa (ciclabile) 32,5% scendendo dall’Alpe Piota
tratto a mano: 12 minuti ca, di cui 10 circa nella parte centrale di discesa a Faido su sentiero molto complicato ed un paio di minuti scendendo dall’Alpe Piota in Val Piumogna
salita: ad eccezione degli ultimi 1,5 km su facile sterrato dall’ottimo fondo e pendenze non eccessive (inferiori al 10%), la salita da Nivo avviene su asfalto con pendenze che in limitati punti arrivano al 12% assestandosi per la gran parte sotto il 10% e per la maggiore su una strada di servizio agli alpeggi/abitati superiori priva di traffico veicolare ed in ottimo stato. Pertanto il grado di difficoltà tecnica è praticamente nullo.
discesa: la discesa dall’Alpe Piota avviene lungo un sentiero che dapprima è piuttosto filante e poi diviene più tortuoso con angoli di curva stretti e taluni passaggi complicati. Complessivamente la sua percorrenza richiede circa 15 minuti, di cui 10 per il tratto più complesso ed i passaggi a mano sono piuttosto limitati (più che altro trattasi di appoggi del piede a terra) disponendo di media capacità di discesa. Decisamente più complicata la discesa a Faido su sentiero dato che non solo si deve affrontare una serie di zig-zag ma soprattutto ci si confronta con un terreno caratterizzato da pietre, scalini e radici che di fatto rendono impossibile la percorrenza in sella. Tale tratto comporta inevitabilmente una decina di minuti a mano, fin tanto che si re-incrocia la forestale che è interrotta per frana; a quel punto infatti terminano le difficoltà.
% sterrato: 38%
ricordarsi: portare carta di d’identità per transito in territorio elvetico
note: //


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