Alpeggi del Sassariente

Breve descrizione itinerario

Panorama su alto lago Maggiore dai Monti di MottiGiro nel locarnese alla scoperta dei diversi piccoli borghi, in parte ancora abitati, in parte ridotti ad alpeggi rurali, che si sono sviluppati nel corso del tempo lungo i boscosi pendii montani sovrastati dalla cima del Monte Sassariente, modesta sommità montuosa che si affaccia sul piano di Magadino e che terrà “compagnia” per lunga parte dell’itinerario. Il percorso, nonostante si svolge a quote relativamente basse, offre interessanti scorci panoramici che permettono di ripagare abbondantemente gli sforzi ed i disagi che possono essere causati da un tratto di salita a spinta lungo un sentiero di bosco e da un tratto di discesa certamente non dei più facile e scorrevoli, anzi… tutt’altro.
Partendo dalla quota base del piano di Magadino presso l’abitato di Cugnasco dove è presente una comoda e libera area di parcheggio (merce spesso rara in territorio elvetico) si risale su asfalto in direzione di Agarone e successivamente, attraverso una tranquilla strada secondaria, si giunge ai Monti di Ditto (quota 854) ove è presente, al centro del piccolo e caratteristico abitato in pietra, un eccezionale balcone panoramico sull’Alto Lago Maggiore con vista Mischabel. Proseguendo oltre si giunge poi ai Monti di Motti (1.062) dove risulta assolutamente doverosa una breve divagazione verso il centro dell’abitato seguendo le indicazioni del punto panoramico: qui la vista si apre grandiosa sul Lago Maggiore, sulla foce del Ticino, sul Mischabel e sul gruppo del Monte Rosa. Ritornati poi all’inizio dell’abitato, nei pressi del ristorante si stacca in salita una via in asfalto che entra in un bosco di faggi. La si segue facilmente sino a compiere alcuni tornanti dopodichè è da abbandonarsi in quanto poco dopo va a terminare nei pressi di una radura boschiva. Pertanto la traccia gps risale nel bosco seguendo (quota 1.110) una traccia di sentiero che si rivela inaspettatamente pedalabile, pur a fatica e con qualche brevissima e saltuaria interruzione a spinta: si giunge così con sudore e fatica alle costruzioni in pietra dei Monti della Scesa, quota 1.279. A questo punto però la pedalabilità cambia decisamente in peggio: troppo ripido, troppe fogli e troppi ostacoli per pedalare in continuità (in salita): pertanto va messo in preventivo di spingere il mezzo per circa 15/20 minuti, sino a giungere al punto in cui (quota 1.430 ca) il sentiero devia decisamente il verso di percorrenza con uno stretto angolo salendo ai margini dell’Alpe di Foppiana. Il grado di pedalabilità ora aumenta decisamente anche se qualche passaggio a spinta, brevissimo, va messo in preventivo sopratutto in relazione alle proprie energie fisiche rimaste; si lambisce, senza accorgersene, l’Alpe di Foppiana (quota massima 1.485 ca), si pedala in leggero falsopiano lungo il sentiero e poi si scende velocemente, sempre su sentiero ai Monti di Gola Secca (quota 1.300). A questo punto si evita di seguire il sentiero che taglierebbe a sinistra il versante montuoso (comporterebbe diversi tratti a mano da percorrere per superare vari saliscendi) e si continua in discesa, volgendo a destra, tra le abitazioni rurali dell’alpeggio. Superati i Monti Bared (1.210) la traccia gps si sviluppa sul sentiero che termina la propria corsa incrociando la strada asfaltata proveniente dai Monti della Motta (incrocio a quota 1.110 ca). Risalendo l’asfalto in breve si coprono i 2 km circa che ci separano dai Monti della Gana, quota 1.290 ca: vale la pena ignorare la deviazione sterrata che si presenta sulla sinistra per arrivare fino ai margini delle prime abitazioni per l’ottimo panorama offerto sul Lago Maggiore ed i circostanti rilievi, dopodichè si ritorna sui propri passi per qualche centinaio di metri deviando sulla sopracitata sterrata che si addentra nel bosco in falsopiano recante indicazioni sentieristiche per i Monti Velloni/Cugnasco. Dapprima si giunge ai prati dei Monti Pianelle, poi, sempre seguendo fedelmente la traccia gps che si snoda tra le abitazioni, si scende alle cascine dei Monti Velloni ed a seguire si affronta un impegnativo tratto di sentiero che scende in direzione di Curogna tra boschi con molteplici ostacoli rocciosi, terminando la propria corsa in una strada forestale. A questo punto si hanno due possibilità: la più facile prevede di girare a destra seguendo la sterrata che conduce in breve a Curogna e da li all’asfalto percorso all’andata in salita (poco copra Agarone); la più estrema invece, coperta dalla traccia gps, prevede di continuare a sinistra lungo la sterrata che va a perdersi presso l’attigua Alpe Ronchi, dove una traccia di sentiero, poco segnalato con dettaglio, scende lungo una scalinata e si snoda all’interno del bosco con notevole pendenza, fondo sassoso/roccioso e qualche passaggio d’equilibrio. Nulla di particolarmente ostile, sicuramente una via molto meno lineare e semplice che impone altissima prudenza e qualche tratto a mano (in relazione anche alle proprie capacità personali di discesa e la qualità del mezzo di cui si è dotati); tale sentiero va a terminare anch’esso sull’asfalto della strada percorsa all’andata, circa 240 metri più sotto rispetto alla più semplice alternativa sopra menzionata. D’ogni modo, a prescindere dalla alternativa scelta, occorrerà ripercorrere il nastro di asfalto sino al ritorno al punto iniziale
nazione: Svizzera
zona: Locarnese
provincia: Canton Ticino – CH
da: Cugnasco
a: Cugnasco
vista: Monte Tamaro, Ceneri, Piano di Magadino e Gambarogno, Foce della Maggia, Alto Lago maggiore, gruppo del Monte Rosa e gruppo del Mischabel

ALTIMETRIA QUOTE E DISTANZA

dislivello totale salita: mt 1.500
quota massima: mt 1.485 (nei pressi dell’Alpe di Foppiana)
quota minima: mt 240 (Cugnasco)
km totali: 27,90

SENSO DI MARCIA

girare in senso antiorario

TEMPO DI PEDALATA

di puro movimento 4 ore e 20 minuti

SINTESI VALUTAZIONI

panorami: 9/10
difficoltà salita: 7/10
difficoltà discesa: 9/10
impegno fisico: 8/10

NOTE GENERALI (ES. NON PEDALABILITA’, DIFFICOLTA’ PARTICOLARI, NOTE VARIE, ECC.)

pendenze: 17% , massima discesa 35,7%
tratto a mano: stimiamo in 30 minuti complessivi di cui una ventina circa salendo all’Alpe di Foppiana e massimo 10 in vari punti della discesa dai Monti Velloni, specialmente nel tratto dopo l’Alpe Ronchi
salita: asfalto sino ai Monti di Motti e asfalto ai Monti della Gana con difficoltà tecnica pressochè nulla e pendenze tendenzialmente non superiori al 10%; ben altro impegno è richiesto invece pedalare su sentiero per l’Alpe di Foppiana che alza quindi la votazione media della salita
discesa: esclusa la facile discesa dall’Alpe di Foppiana e dai Monti di Gola Secca, il resto della discesa va menzionato come ripido, sassoso e con molteplici passaggi tecnici; dunque da concentrazione alta, prudenza e con diversi tratti che è meglio spingere
% sterrato: 30%
ricordarsi: portare carta di identità valida per l’espatrio a seguito di attraversamento territorio elvetico
note: alla data di percorrenza dell’itinerario (metà ottobre 2016), è in corso attività di taglio boschi lungo la discesa dall’Alpe di Foppiana che rende particolarmente difficile la percorrenza del sentiero (ovviamente in giornate dove sono fermi i lavori, essendo assolutamente inibito il passaggio con lavori in corso). Il tratto non è lungo (qualche centinaio di metri di cantiere con circa 15/20 metri di sentiero ostruito dagli alberi/rami tagliati). E’ possibile acquisire informazioni più dettagliate contattando le aziende/enti interessati (vedasi allegata foto)


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