Forte Jafferau

Breve descrizione itinerario

Giro strepitoso in alta Val di Susa per qualità del fondo percorso, per gli ottimi panorami offerti e per l’assenza di particolari difficoltà tecniche nella percorrenza, svolgendosi per buona parte lungo la strada militare nr.79 creata alla fine dell’800 per collegare i forti in costruzione all’interno della conca di Bardonecchia in difesa dagli attacchi francesi. La salita raggiunge il suo culmine presso il forte Jafferau, quota 2.817, posto sulla sommità dell’omonimo monte da cui si ottiene una vista panoramica a 360 gradi che abbraccia addirittura il Monviso e le cime innevate del Massiccio francese degli Ecrins. Per arrivare alla panoramica vetta si parte da un ampio e comodo parcheggio al centro di Bardonecchia (attenzione, al sabato è inibito il parcheggio) e si risale su asfalto in direzione degli impianti della telecabina Jafferau per i Bacini; nelle vicinanze dell’area di parcheggio la traccia diviene sterrata risalendo ripidamente su forestale all’interno del bosco, fortunatamente per una breve rampa. Al termine di questo breve tratto impegnativo, si prosegue lungo un semplice e molto panoramico sentiero che sovrasta la conca di Bardonecchia e che, con ultimo tratto su ampio sterrato attraverso alcuni piccoli abitati, si congiunge all’asfalto della SP238 proveniente dalla città (volendo, si può salire direttamente da Bardonecchia su strada evitando questa bella variante nei boschi). Si prosegue ora in salita, su asfalto, superando l’abitato di Gleise (quota 1.560) sino a giungere nei pressi del parcheggio dei Bacini, dove ha inizio, deviando a destra, la strada militare recante indicazioni segnaletiche per il forte Foens. Su fondo perfetto e compatto, grazie anche ad una serie ravvicinata di stretti tornanti con pendenze di rilievo (oltre il 16%), si sale velocemente di quota uscendo dal bosco nei pressi dei resti del forte di Foens (quota 2.210) che merita una breve visita per il panorama offerto sugli Ecrins, sullo Chaberton e sulla catena montuosa che delimita la Val di Susa con la Val Chiosone (sul crinale si sviluppa la famosa “Via dell’Assietta”, anch’essa meta di grande soddisfazione per gli amanti della MTB). Dal forte la strada prosegue in tendenziale falsopiano sino ad incrociare la militare che sale dal Colletto Pramand, proseguendo poi in leggera salita sino ad un tornante dove si apre una magnifica vista sulle Grotte dei Saraceni, caratterizzate da un tunnel di circa 900mt che transita sotto il Monte Seguret. Qui il tracciato affronta il secondo tratto impegnativo di giornata: il fondo permane ottimo ma la pendenza aumenta fino al 13% e dopo un paio di traversi ed alcuni tornanti si giunge al Colle Basset, quota 2.600, posto tra il Monte Vin Vert e la Roche de l’Aigle con vista sulla Valfredda ed i sovrastanti rilievi. L’itinerario continua poi in salita lungo le pendici della Roche de l’Aigle con un un traverso in saliscendi preceduto da una breve discesa che porta al Colle Jafferau (quota 2.670) dove sono ancora presenti i resti della caserma militare. A questo punto occorre affrontare l’ultimo tratto impegnativo di salita per l’ascesa al forte: il fondo sterrato diviene più tortuoso con pietre trasversali che costringono a tenersi sul margine stradale alla ricerca della via più pedalabile e percorrendo gli ultimi cinque tornanti ed un’ultima impegnativa rampa si giunge alla sommità del Monte Jafferau occupata nella sua interezza dai resti dell’omonimo forte che domina un panorama eccezionale a 360 gradi (nota storica: il forte fu bombardato alla fine della 2° guerra mondiale in virtù degli accordi di pace e costituisce la batteria militare più alta d’Italia nonché la seconda delle Alpi dopo lo Chaberton). Al termine della meritata pausa contemplativa, si ripercorrono a ritroso i tornanti dello Jafferau sino ai resti della casermetta sottostante, sfruttando nella discesa, ove possibile, alcuni tagli per via direttissima e si va alla ricerca, nel sottostante pendio del sentiero che scende in Valfredda: inizialmente la traccia si presta ad una facile percorrenza in quanto poco scavata nel terreno e non particolarmente ripida. Successivamente però il sentiero si caratterizza per molteplici passaggi rocciosi complicati che frequentemente richiedono conduzione a mano del mezzo fintanto che non si giunge a margine del fondovalle segnato dallo scorrere del Rio Valfredda poco prima dei pascoli della Grange Valfredda. Superato agevolmente il Rio ci si innesta sulla strada sterrata di fondovalle che scende a prendere la pista ex Decauville: inizialmente si presentano alcuni tratti in saliscendi, seguiti da un lungo pezzo in discesa intervallato da una breve ma fastidiosa rampa in decisa salita che precede gli ultimi tornanti nel bosco ed incrociata la Decauville si svolta a sinistra percorrendola per diversi chilometri in tendenziale discesa sino ad incrociare la linea della telecabina Jafferau nelle vicinanze dei Bacini. La traccia gps scende ora verso Bardonecchia, seguendo dapprima un tratto ripido e veloce parallelo al percorso della telecabina, poi un tratto di sentiero/sterrato ed infine incrocia l’asfalto della provinciale 238 percorsa all’andata. A questo punto non rimangono che pochi chilometri in discesa su asfalto per giungere al luogo dove l’itinerario è iniziato
nazione: Italia
zona: Alta Val di Susa
provincia: To
da: Bardonecchia
a: Bardonecchia
vista: rilievi della Conca di Bardonecchia, Massiccio degli Ecrins, Monviso, Chaberton, Punta Sommeiller, rilievi della Valfredda, rilievi della Val Chiosone

ALTIMETRIA QUOTE E DISTANZA

dislivello totale salita: mt 1.645
quota massima:  mt 2.817
quota minima: mt 1.269
km totali: 42,6

SENSO DI MARCIA

girare in senso antiorario fino all’incrocio traccia nei pressi della SP238 per Gleise dopodichè la traccia si inverte procedendo in senso antiorario

TEMPO DI PEDALATA

di puro movimento  5 ore

SINTESI VALUTAZIONI

panorami: 10/10
difficoltà salita: 6/10
difficoltà discesa: 7/10
impegno fisico: 8/10

NOTE GENERALI (ES. NON PEDALABILITA’, DIFFICOLTA’ PARTICOLARI, NOTE VARIE, ECC.)

pendenze: massima salita pedalabile 17%, massima discesa 31,9%
tratto a mano: 10 minuti ca (in relazione anche alle proprie capacità di discesa) scendendo lungo il sentiero che collega il Colle Jafferau con il fondovalle della Valfredda
salita:  dal punto di vista tecnico l’escursione non presenta tratti di salita particolarmente difficoltosi dato che si svolge per la maggior parte lungo strade militari e strade forestali oltre che su asfalto da poco prima di Gleise ai Bacini. Le pendenze inoltre non sono mai proibitive e le rampe dure sono limitate nella lunghezza: la prima forestale che si incontra dopo il parcheggio degli impianti della telecabina Jafferau presenta una breve tratto attorno al 16% così come pendenze fino al 16-17% si incontrano nei primi stretti tornanti della militare che porta al Foens e che rapidamente conducono in quota; meno ripida ma mediamente più impegnativa è la salita al Colle Basset dove si toccano punte al 13% con pendenza mediamente attorno al 10-11%; si segnala infine la salita finale allo Jafferau che svolgendosi su fondo più difficoltoso per pietre trasversali rende faticose pendenze che in genere sono attorno al 8-9% massimo
discesa: due sono i tratti che meritano menzione. Innanzitutto la discesa in Valfredda dalla casermetta presso il Colle Jafferau dato che la traccia di sentiero diviene ben presto scavata e con difficili passaggi su ostacoli/pietre: tuttavia tale tratto va inevitabilmente condotto a mano per cui non ci si pone troppi problemi al riguardo…. Secondo passaggio lo si incontra quasi alla fine gita nei pressi dei bacini quando si scende paralleli alla linea della cabinovia lungo una traccia di servizio, ampia ma decisamente ripida, prestare dunque attenzione
% sterrato: 79%
ricordarsi: //
note: l’itinerario si presta a molteplici varianti grazie alla estesa e completamente ciclabile rete di sentieri e strade militari della conca di Bardonecchia permettendo in questo modo di variare dislivello e chilometraggio percorso. La variante più suggestiva e gettonata è quella che sale da Salbertrand e transita per la cosiddetta “Galleria dei Saraceni” sulla rotabile militare Fenils-Pramand-Jafferau (purtroppo da qualche anno inibita ufficialmente al transito in virtù di ordinanza militare con appositi cartelli di divieto)

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