Passo San Jorio

Breve descrizione itinerario

Il Passo San Jorio ed il sottostante rifugio in territorio italianoIl giro si svolge nel territorio montuoso dell’Alto Lago di Como con salita al panoramico e suggestivo Passo di San Jorio sul confine tra Italia e Svizzera toccando diversi rifugi che sono collocati lungo la via comasca (Rifugio Mottafoiada, Rifugio Giovo, Rifugio San Jorio). La salita al Rifugio Giovo, tappa obbligata per il Passo finale, in genere è percorsa per la classica via da Garzeno: l’itinerario qui proposto percorre invece una traccia alternativa che si sviluppa in maniera molto tranquilla ed ombreggiata nella Valle del Liro (Valle del Dosso) e che transita per il Rifugio Mottafoiada congiungendosi in seguito al consueto percorso. Questo percorso alternativo viene seguito partendo da Germasino (apparente comodo parcheggio in tutta la valle!!!) e muovendosi in direzione dell’abitato di Stazzona (quota 510), ove seguendo le indicazioni per il centro si incontrano segnalazioni per Mottafoiada. La traccia gps, dopo aver percorso circa 4,5 km su asfalto, giunge ad un bivio con evidenti indicazioni per il rifugio Mottafoiada: qui inizia una tranquilla strada asfaltata all’interno del bosco che sale progressivamente di quota all’interno della valle scavata dal torrente Liro, sul versante nord del Monte Cortafon, offrendo ottimi panorami sui circostanti verdi rilievi con sforzo abbastanza contenuto dato che i tratti di decisa salita sono limitati e comunque di breve percorrenza. Dopo circa 9,7 km dalla partenza il fondo diviene sterrato (con tratti più ripidi cementati) e nel giro di pochi minuti si perviene al Rifugio, sito a quota 1.316. Un semplice tratto sterrato porta ad incrociare la strada (bianca) che sale da Garzeno passando dalla Bocchetta di Germasino. Si segue ora senza alcun margine di errore l’indicazione per il San Jorio: prima di giungervi è necessario però transitare dal Passo del Giovo dove è collocato l’analogo Rifugio lungo la dorsale che separa la valle di San Jorio dalla Valle dell’Albano. Il raggiungimento di tale Passo non comporta particolari difficoltà dato che il fondo è buono e non vi sono tratti ripidi, peraltro risultando la pendenza smorzata da alcuni tornanti che risalgono le pendici del Motto di Parone. Giunti poi al Rifugio Giovo, quota 1.710 ca., si scorge immediatamente di fronte l’evidente militare che risale il pendio verso il visibile Rifugio San Jorio ed il sovrastante Passo. Nella parte iniziale la strada si presenta abbastanza impegnativa in quanto le pendenze sono maggiormente di rilievo ed il fondo è molto mosso, a tratti sconnesso; in seguito le cose “sembrerebbero” migliorare in quanto la traccia è stata cementata con taglio di pendenze attraverso rampe intervallate da ripidi traversi anche se, in realtà, ci si accorge che la percorrenza permane difficoltosa in considerazione del superamento delle diverse pietre che sono state collocate all’interno del cemento. In ogni caso, l’ultimo sforzo consente di giungere al Rifugio, quota 1.980. Dopo la doverosa sosta vale la pena salire sino al sovrastante Passo sfruttando una traccia pedalabile che si distacca a destra del Rifugio (attenzione: per una svista in sede di percorrenza, la traccia gps segue il parallelo sentiero pedonale privo di ciclabilità in quanto troppo diretto e dissestato) per poi proseguire, qui con ciclabilità totale al limite (solo per i più allenati) al sovrastante Oratorio che domina il panorama tra Val Morobbia (Svizzera) e valle di San Jorio/Valle dell’Albano (Italia) con sfondo sul Piano di Magadino/Lago Maggiore da una parte e sui rilievi della Valtellina dall’altra. Giunti sulla panoramica sommità si segue la traccia di sentiero, a tratti impegnativa per pendenza e tipologia di tracciato, che scende sul crinale erboso seguendo in linea di massima i tralicci dell’alta tensione (stando leggermente più alti ad un bivio che si incontra scendendo): le possibilità di sbagliare in ogni caso sono ridotte al minimo in quanto durante la discesa risulta ben visibile il Rifugio Giovo, punto di arrivo. Ivi giunti, vi si transita davanti dove inizia la vecchia strada militare che sale da Garzeno: trattasi di un percorso privo di rilevanti difficoltà che impone in ogni caso attenzione sia per la potenziale velocità di percorrenza sia per l’esposizione rispetto alla sottostante vallata dell’Albano. Alternando lungi traversi e veloci tornanti si scende progressivamente di quota, sulle pendici meridionali del Monte Cortafon, entrando nel bosco sino a giungere al km 29,5 ca dove, superato il nucleo abitativo di Brenzeglio con area di parcheggio (sterrata), si ritrova l’asfalto che risale da Garzeno e da qui in breve si scende sino al termine
nazione: Italia
zona: Alto Lago di Como
provincia: Co
da: Germasino (comune di Gravedona ed Uniti)
a: Germasino (Comune di Gravedona ed Uniti)
vista: Alto Lago di Como, Piano di Magadino  e parte terminale del Lago Maggiore, prealpi lecchesi (Legnone, Legnoncino, Grigne), prealpi comasce (pizzo di Gino e catena montuosa dell’Alto Lago), rilievi del Sopraceneri e del Sottoceneri (prealpi svizzere), Valle dell’Albano, Valle del Liro, Valle di San Jorio, Valle Morobbia

ALTIMETRIA QUOTE E DISTANZA

dislivello totale salita: mt 1.610
quota massima: mt 2.053
quota minima: mt 510
km totali: 34,30

SENSO DI MARCIA

girare in senso antiorario

TEMPO DI PEDALATA

di puro movimento  4 ore

SINTESI VALUTAZIONI

panorami: 8/10
difficoltà salita: 5/10
difficoltà discesa: 7/10 (tratto iniziale valutabile con difficoltà 7/8 su 10, militare dopo il Rif. Giovo di difficoltà 4/5 su 10, da cui la media di 7 su scala 10)
impegno fisico: 7/10

NOTE GENERALI (ES. NON PEDALABILITA’, DIFFICOLTA’ PARTICOLARI, NOTE VARIE, ECC.)

pendenze: massima salita pedalabile 23%, massima discesa 27,5%
tratto a mano: potenzialmente è un itinerario privo di conduzione a mano, solo però i più allenati potranno percorrere il breve tratto (circa 30/40 metri) su sentiero/mulattiera che dal Passo San Jorio risale alla sovrastante chiesetta: mettere, al massimo, in preventivo non più di 1 minuto di potenziale semplice spinta del mezzo. Altro tratto impegnativo lo si affronta nella parte centrale della discesa su sentiero erboso che si snoda lungo il crinale in direzione del Passo Giovo/Rifugio ove la traccia infatti affronta tratti nell’erba dove spesso i “salti” del pendio sono seminascosti e soprattutto necessita alcuni tagli trasversali per mitigare la pendenza: la discesa è interamente percorribile in sella, per i meno tecnici/predisposti alla discesa mettere in preventivo un paio di minuti al massimo di passaggi a mano
salita: fino al Rifugio Giovo è semplice dato che nella prima parte, fino a qualche km prima del Rifugio Mottafoiada, si svolge su asfalto (ancorchè non in buone condizioni) molto ombreggiato e con pendenze non superiori al 10% (da segnalare una breve rampa dove si toccano punte al 17-18%), ed in seguito si percorre uno sterrato dalle pendenze ridotte (7-8%) e mediamente in ottimo stato (la parte più accidentata di fatto la si trova nell’ultimo km prima del Mottafoiada); inoltre spesso i tratti più ripidi sono cementati. Diventa decisamente più impegnativa invece la parte successiva che segue il Rifugio Giovo salendo al Rifugio San Jorio: il fondo peggiora sensibilmente nella prima parte (fondo sassoso/pietroso molto mosso) diventando cementato/lastricato nella seconda (purtroppo però le pietre cementate non agevolano la salita), ma in generale le pendenze sono molto più rilevanti, tendenzialmente attorno al 12-14%. Parecchio impegnativo infine per le pendenze il sentiero finale che porta alla Chiesetta di San Jorio (punte fino al 23% per pochi metri)
discesa:  impegnativa nella parte iniziale allorché occorre scendere lungo la traccia di sentiero nell’erba che segue il crinale sino all’incrocio della mulattiera nei pressi del Passo del Giovo dato che nella parte centrale la traccia è poco evidente e l’erba può nascondere delle piccole insidie in aggiunta al fatto che il tratto è piuttosto ripido
% sterrato: 59%
ricordarsi: //
note: dato che la strada che sale da Garzeno al Rif.Giovo via Bocchetta di Germasino, pur se sterrata, risulta aperta al traffico, è opportuno evitare la percorrenza in periodi di intenso traffico turistico. Il Passo San Jorio è raggiungible anche dalla Svizzera (via Rifugio Giovo) attraverso la Valle Morobbia. Si veda a tal proposito l’itinerario MTB sempre qui proposto intitolato “Alta valle Morobbia“, decisamenente molto più impegnativo per il portage dovuto.


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