Alta Via dei Monti Liguri: Piani Di Praglia – Passo del Turchino

Breve descrizione itinerario

Piani di PragliaIl Giro parte dal comune di Masone in Valle Stura e risale, dapprima su asfalto ed in seguito su scassata forestale, ai Piani di Praglia; qui si incontra l’Alta Via dei Monti Liguri che verrà seguita sin oltre il passo del Turchino offrendo spettacolari panorami sull’appennino ligure e piemontese, con alcuni interessanti scorci sul mar Ligure. Presso la chiesa del paese è presente una comoda area di libero parcheggio che costituisce il punto perfetto per la chiusura dell’anello; da qui si scende verso la statale del Turchino, si attraversa il paese e si devia poco dopo sulla sinistra seguendo le indicazioni per i Piani di Praglia. La facile secondaria in asfalto, dalle pendenze moderate, lascia il posto dopo circa 5,5 km ad una forestale che si inoltra da subito in salita nel bosco con ottimi panorami e caratteristici scorci sulle circostanti colline. Superando alcuni passaggi non pedalabili per il fondo sconnesso, dopo ulteriori 4,5 km ci si innesta sulla strada asfaltata che collega Capanne di Marcarolo con i Piani di Praglia e la si segue, a destra, per circa 2 km prima in leggera discesa e poi in modesta salita. La traccia gps devia poi sull’Alta Via dei Monti Liguria ed è qui che ha inizio la parte più interessante e caratteristica dell’itinerario: la facile sterrata si snoda sinuosa aggirando le diverse sommità dei rilievi collinari in un ambiente privo di vegetazione e pertanto dall’importante orizzonte visivo alternando tratti di decisa salita a più riposanti passaggi in discesa sino a giungere ai 936 metri del Colle Gandolfi. Percorrendo ulteriori 650 metri circa di strada si può giungere con ulteriore salita al panoramico Monte Pennello: la deviazione non è però in traccia in quanto le condizioni meteo non erano favorevoli e quindi si è deciso di evitare l’inutile risalita. Dal Colle Gandolfi si continua dunque a seguire le indicazioni per l’Alta Via percorrendo un sentiero in discesa verso il Passo del Veleno, primo tratto piuttosto facile in moderata discesa tra prati con buoni panorami, parte successiva decisamente più ripida e poco ciclabile causa pietre, balze ed ostacoli vari. Nella parte terminale della discesa riprende la ciclabilità sino a giungere, nei pressi del Passo alla (seconda) deviazione (segnalata) per Giutte. Rimanendo sempre sull’Alta Via il sentiero diviene una facile forestale che attraversa i versanti settentrionali delle montagne (tra cui il Monte Turchino, decisamente noto per l’omonimo passo) assumendo prevalente andamento in salita nella prima parte e veloce discesa nella seconda per terminare la corsa in corrispondenza di una sbarra che decreta l’inizio dell’asfalto; tenendo qui prima la destra e poi quasi subito la sinistra, si riprende il fuoristrada continuando a seguire l’Alta Via che verrà poi definitivamente abbandonata nel’ultima parte dell’itinerario per deviare in direzione della località Cappelletta dove una rapida discesa su asfalto riporta a Masone
nazione: Italia
zona: Valle Stura
provincia: Ge
da: Masone
a: Masone
vista: Parco delle Capanne di Marcarolo, ampio tratto della Valle Stura, scorci del Mar Ligure; arco alpino (segnaliamo Monviso in particolare), rilievi appennini liguri e piemontesi. Ci viene riferito che in giornate terse si è in grado di vedere dalle coste della Corsica fino alle Alpi occidentali

ALTIMETRIA QUOTE E DISTANZA

dislivello totale salita: mt 860
quota massima: mt 950
quota minima: mt 400
km totali: 28,0

SENSO DI MARCIA

girare in senso orario

TEMPO DI PEDALATA

di puro movimento 3 ore e 30 minuti

SINTESI VALUTAZIONI

panorami: 9/10
difficoltà salita: 8/10
difficoltà discesa: 7/10
impegno fisico: 5/10

NOTE GENERALI (ES. NON PEDALABILITA’, DIFFICOLTA’ PARTICOLARI, NOTE VARIE, ECC.)

pendenze: massima salita 11,2%, massima discesa 28,2%
tratto a mano: 25-30 minuti complessivi circa, di cui si segnala innanzitutto circa 15 minuti complessivi percorrendo la scassata sterrata che risale in direzione dei Piani di Praglia dove, presupponendo comunque un po’ di malizia ed esperienza, occorre affrontare 3 distinti tratti di qualche centinaio di metri ciascuno costituiti da fondo molto dissestato, pietre e fossi che rendono impossibile la pedalata. Diversi tratti dove si è riusciti a mantenere la percorrenza in sella (maggio 2017) hanno richiesto molto abilità spostandosi sullo stretto bordo-strada per sfruttare una minima traccia percorribile offerta dalla sede stradale. Non è da escludere tuttavia che i tratti non pedalabili tendano ad aumentare con il passare del tempo a causa della lenta erosione delle acque piovane e, purtroppo, per il passaggio di mezzi fuoristrada (pur in presenza di divieti sono state trovare tracce di mezzi a motore). Il secondo maxi-tratto a mano è costituito dalla discesa lungo il sentiero dell’Alta Via da Colle Gandolfi in direzione del Passo del Veleno: fondo troppo roccioso, scavato, ripido e con innumerevoli ostacoli naturali hanno richiesto poco meno di 15 minuti complessivi di spinta del mezzo, in alcuni casi addirittura spallando la bici
salita: da Masone ai Piani di Praglia la salita su asfalto risulta con pendenza abbastanza contenuta e raramente si avvicina al 9-10%; la musica cambia decisamente quando l’asfalto lascia il posto alla sterrata dove, come già segnalato, aumenta enormemente la difficoltà tecnica per il fondo molto scomposto ed a tratti non pedalabile o in ogni caso difficile da pedalare (sopratutto per fossi causati da erosione acque e pietre), da cui la difficoltà tecnica elevata attribuita alla salita; nel tratto in fuoristrada le pendenze non superano in genere il 5-6%; dai Piani di Praglia si devia poi lungo il facile sterrato dell’Alta Via dei Monti Liguri dove con vari passaggi in salita si sale di circa 150 complessivi in direzione del Colle Gandolfi con pendenze che in diversi punti raggiungono il 10/11%
discesa: escludendo il tratto da percorrere inevitabilmente a mano per giungere al Passo del Veleno, il sentiero di discesa fintanto che non si incontra la sterrata che taglia la sommità dei Monti Turchino, Ottine e Bric Parto d’Erma, richiede per buona parte del tempo attenzione al fondo roccioso e/o coperto da paglia e fogliame, quindi tecnica ed esperienza avvantaggeranno qui non poco
% sterrato: 60%
ricordarsi: //
note: //


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