Via del sale da Limone Piemonte

Breve descrizione itinerario

Giro che ha inizio dalla stazione ferroviaria di Limone Piemonte, attraverso suggestive strade militari/sentieri lungo il crinale italo-francese condurrà in territorio ligure ed infine, dopo interminabile discesa prevalentemente sterrata, al mare. Si svolge seguendo in parte l’Alta via dei Monti Liguri ed in parte su sentieri e strade sterrate, per lo più ben segnalati, che spesso ricalcano le antiche vie di comunicazione che univano la costa con la pianura padana: erano, le “vie del sale” che dalla preistoria hanno svolto la funzione di strade di collegamento e di commercio, per chi portava oltre al sale anche l’olio e le merci d’oltremare dai porti della costa ai mercati della ricca pianura padana

Primo giorno: usciti dall’abitato di Limone, si devia per una strada secondaria che si trasforma presto in single track che corre parallelo alla strada principale in direzione del Colle di Tenda per riprendere quest’ultima poco prima dell’inizio di una serie di tornanti in salita. Giunti in prossimità del tunnel si abbandona la strada principale svoltando sulla destra per Limone 1400 e lasciati alla spalle gli impianti di risalita, si prosegue su strada asfaltata sino al Colle da cui inizierà un lunghissimo ed entusiasmante tratto in fuoristrada. Si risale alla fortificazione militare di fine ‘800 del Fort Central, in prossimità del Colle,  che merita assolutamente una breve visita di approfondimento e lasciando alle spalle il medesimo si imbocca una panoramica strada sterrata percorrendola sino ad arrivare agli impianti sciistici di Limone. Da qui in poi l’itinerario diventa più impegnativo a causa del fondo pietroso e irregolare. Percorrendo diversi saliscendi lungo la dorsale italiana del confine italo-francese si giunge dapprima al Colle della Perla ed in seguito al Colle della Boaria, dove il paesaggio cambia radicalmente: la folta vegetazione, infatti, scompare in territorio francese lasciando il posto a distese di rocce carsiche che caratterizzano il gruppo del Marguareis. Percorrendo ancora una volta diversi saliscendi – meno impegnativi dei precedenti – sempre su carrareccia si transita dalla verde prateria del Colle dei Signori, ove è localizzato il rifugio Barbera, ai piedi della Cima della Pertega per poi giungere nuovamente in territorio italiano al Colle delle Selle Vecchie. Il paesaggio ricambia ancora lasciando spazio ai boschi del Parco delle Navette con lungo tratto veloce prevalentemente in discesa fino ad incrociare la ex strada militare Monesi-Tenda; al bivio si svolta a destra in salita caratterizzata da diversi tornanti in direzione del Passo del Tanarello – nuovamente in territorio francese – (penultima ascesa significativa della giornata) e da qui, in discesa sino al Passo del Collardente con perdita di ca 400 metri di dislivello. Si attraversa una fitta abetaia per poi raggiungere, passato un primo colle, la Bassa di Sanson, dove si ritorna a pedalare faticosamente in salita sino ad arrivare al Col Bertrand, ultima fatica della giornata a mt 1960 ca. Si prosegue poi su carrareccia via via sempre più pianeggiante, sino a raggiungere infine, ai piedi del Monte Gray, l’omonimo passo da cui ha inizio la discesa che porta al rifugio Allavena in località Colla Melosa.

Secondo giorno: ripercorrere in salita, in direzione del Passo Gray, la strada che il giorno precedente ha condotto al rifugio e quasi giunti in cima alla sella si svolta a sinistra lungo il sentiero che porta al Colle/Passo della Valletta, ricongiungendosi all’Alta Via dei Monti Liguri. Da qui l’itinerario, dopo un tranquillo e suggestivo passaggio in un lariceto, per un tratto relativamente lungo diventa piuttosto impegnativo in quanto si percorrono, lungo le pendici del Monte di Pietravecchia e del Monte Toraggio, tratti tecnici e molto esposti, in alcuni casi attrezzati con corda fissa da ferrata, che richiedono particolare attenzione e prudenza (possibili passaggi a mano di breve durata) ma che offrono spettacolari panorami sulle Alpi Marittime e sulle Alpi Liguri. In particolare superato il Passo dell’Incisa, in territorio francese, si prosegue dapprima in salita fino al Colle del Toraggio (passo della Fonte di Dragurina) ed in seguito, in territorio italiano, su esposto e roccioso sentiero in discesa fino al Colle del Corvo. A questo punto la traccia originaria ritorna in territorio francese lungo le pendici del Monte Bauso su dissestato percorso caratterizzato da tronchi, pietre ed altri ostacoli con ultimo tratto su sentiero boschivo sino al Colle del Muratore per rientrare definitivamente in territorio italiano. E’ possibile evitare questo passaggio (variante caldamente consigliata) continuando a scendere lungo il versante italiano dapprima su sentiero e poi su agevole strada carrareccia fino al Colle del Muratore: disponibile la traccia GPX creata a mano per la variante, indicata come “Variante 1 secondo giorno”. Il percorso prosegue con saliscendi continui passando dal Colle di Scarassan e dalla Sella di Gouta dove si riprende un tratto in asfalto in direzione Margherita dei Boschi; l’asfalto lascia ben presto il passo ad un lunghissimo tratto in fuoristrada su carrareccia, caratterizzato da passaggi in galleria, brevi strappi in salita ed una lunghissima discesa (oltre 20Km), su fondo anche sconnesso che metterà a  dura prova freni e braccia/mani. Segue infine un ultimo tratto caratterizzato prevalentemente da asfalto ancorchè non mancano i tratti su single track e carrarecce per l’avvicinamento finale alla città di Ventimiglia e quindi al mare!! Nella parte centrale di quest’ultimo tratto, in prossimità di una zona con burroni in marne grigie (denominati “calanchi” di Brunetti), è altamente consigliata una seconda variante su asfalto che permette di evitare brutto percorso in fuoristrada con fastidiosi passaggi a mano che contribuiscono solamente a far perdere l’entusiasmo accumulato lungo l’intero itinerario sin qui condotto: disponibile la traccia GPX creata a mano per la variante, indicata come “Variante 2 secondo giorno” che si ricongiunge all’originaria traccia in località Ciaixe per la discesa finale verso la strada provinciale
nazione: Italia-Francia
zona: crinale Colle di Tenda, Marguareis, alta via dei Monti Liguri
provincia: Cuneo-Imperia-Francia
da: Limone Piemonte
a: Ventimiglia
vista che spazia sulla piana di Cuneo, sul maestoso Marguareis, sulle Alpi marittime e sul mar Ligure; itinerario dagli importanti contrasti di vedute e di territorio

ALTIMETRIA QUOTE E DISTANZA

dislivello totale salita: mt. 3.280 ( 1° giorno 2.330 mt. , 2° giorno 950 mt.)
quota massima:  mt. 2.236
quota minima: (arrivo al mare) mt. 0
km totali: 121,8 ( 1° giorno 71,6 km , 2° giorno 51,2 km)

SENSO DI MARCIA

girare in senso unidirezionale Limone P.-Ventimiglia, decisamente più appagante e abbordabile (giro in senso opposto si caratterizzerebbe per molti tratti a mano nel secondo giorno)

TEMPO DI PEDALATA

di puro movimento 10 ore e 30 minuti (durata 2 giorni completi)

SINTESI VALUTAZIONI

panorami: 10/10
difficoltà salita: 10/10
difficoltà discesa: 10/10
impegno fisico: 10/10

NOTE GENERALI (ES. NON PEDALABILITA’, DIFFICOLTA’ PARTICOLARI, NOTE VARIE, ECC.)

pendenze: max salita 16%, max discesa 20%
tratto a mano: 20 minuti (2° giorno), considerando anche le opportune varianti consigliate
salita: lunghissima e intensa nel primo giorno, soprattutto a causa del fondo caratterizzato dalla presenza di ciottoli che impediscono una pedalata regolare, comunque sempre ciclabile e con pendenze che in genere non superano in via continuativa il 12%; globalmente il primo giorno può essere diviso in 7/8 tratti in salita, ove il più semplice è quello iniziale fino al Colle di Tenda grazie alla combinazione asfalto/pendenze (in genere 5-9%). Il secondo giorno è da menzionare in particolare per 2 strappi in ascesa situati nella prima parte: dal rifugio Allavena al Colle della Valletta (7-8%) e dal passo dell’Incisa al Colle del Toraggio (punta massima del 16%, non garantita la completa pedalabilità in salita-brevissime interruzioni)
discesa: solamente in alcuni tratti richiede una buona capacità tecnica, di fatto nella prima parte del secondo giorno dal Colle del Toraggio al Colle del Corvo con pendenze comunque non proibitive (mediamente tra 11 e 17%); per la rimanente parte, la difficoltà maggiore è da imputarsi alla notevole lunghezza e al fondo che sollecita continuamente la muscolatura sia durante il primo giorno (tratti non eccessivamente lunghi con pendenza massima 11% ca), sia sopratutto nel secondo in considerazione di oltre 20Km continuati di discesa su fondo sterrato, veloce con pendenze mediamente tra il 6 ed i 10%
% sterrato: 83%
ricordarsi: portare con se una buona scorta d’acqua, stante la carenza di fonti ove approvvigionarsi; periodo consigliato per l’escursione: giugno-settembre; alcune parti del percorso sono aperte al traffico veicolare: prestare quindi attenzione alle moto ed ai quad che viaggiano spesso a velocità sostenuta; si consiglia di utilizzare una MTB full-suspension (la front richiede un impegno fisico decisamente maggiore); controllare attentamente gli orari del treno per il rientro a Limone Piemonte

Downloads ad oggi traccia 1° giorno: 7332
Downloads ad oggi traccia 2° giorno: 3954

PRIMO GIORNO (71,6 km e 2.330 mt. ascesa)



SECONDO GIORNO (50,2 km e 970 mt. ascesa)


223 risposte a Via del sale da Limone Piemonte

  1. Dave7 dice:

    Ciao a tutti i bikers,
    Approfitto dell’essere stato citato nel commento di “Ruth” del 20/08/2018 per lasciare un nuovo scritto, visto che il mio lungo commento del 31/12/2014 sembra essere stato apprezzato da chi è alla ricerca di informazioni aggiuntive sulla Via del Sale.
    Proprio questo mese di Agosto ho percorso per la seconda volta questa itinerario. Questa volta l’ho fatto in 2 giorni (mentre anni fa lo avevo fatto in 3 giorni).
    Anzitutto confermo il perfetto stato di percorribilità dell’itinerario, tutto a posto al 100%.
    Mentre anni fa non avevo incontrato praticamente nessuno per tutti e 3 i giorni, quest’anno ho riscontrato un notevole traffico di bikers e pedoni lungo la tratta del primo giorno.
    Il secondo giorno invece rimane una cosa “isolata”, non c’era praticamente nessuno.
    Sul tragitto del primo giorno organizzano anche gite con ebike a noleggio con tanto di furgone per cambio batteria a metà percorso, incredibile (contattare Bottero Ski di Limone Piemonte).
    Detto questo, ho notato seriamente la presenza di tantissime persone che prendono questa gita sottogamba: gente veramente poco organizzata, senza attrezzatura, addirittura senza casco, alcuni che non sapevano nemmeno dove stessero andando, o dove alloggiare, o a che ora fossero i treni per il rientro dal secondo giorno.
    Quello che vorrei segnalare è per favore di non prendere questa avventura alla leggera. Non si tratta di una gita nel parco dietro casa. Bisogna organizzarsi, studiarla, ed essere sufficientemente allenati fisicamente e preparati tecnicamente per sbrigarsela da soli.
    Non si può pensare di noleggiare (magari in solitaria) una emtb in loco e partire all’avventura su un mezzo mai guidato prima e che non si conosce, su sentieri ignoti.
    Note di colore a parte, tornando a noi, alla fine del primo giorno ho alloggiato ancora nella Locanda Colle Melosa e non posso che rinnovare i miei commenti positivi già fatti anni addietro.
    Gestori gentilissimi, locali puliti, cibo super squisito (una cena luculliana a dir poco!). Quello che non ho specificato anni fa è che non tutte le camere della Locanda (sono 7 in totale) sono dotate di bagno privato. Un paio di camere sono senza bagno (ce n’è uno comune in corridoio, fornito di tutto e pulitissimo). A me è capitata una di queste camere (non ce n’erano altre disponibili), in ogni caso in stanza c’è comunque un lavandino quindi rimane comodo per lavarsi i denti, la faccia, ecc, senza uscire in corridoio.
    – Discorso acqua:
    Per quanto riguarda il primo giorno, confermo che gli unici punti per rifornire sono lo Chalet Le Marmotte (al termine dell’asfalto iniziale) e il Rifugio Don Barbera (a circa metà percorso del primo giorno).
    Per quanto riguarda il secondo giorno, l’unico punto per rifornire è il Rifugio Gola di Gouta (si trova sulla sinistra quando si incontra l’asfalto dopo essere scesi dal Monte Toraggio / Passo del Corvo / Colle del Muratone) ammesso che questo sia aperto. La Fontana Itala che si incontra poco sopra Colle Melosa risultava invece ancora chiusa.
    Io ho preferito fare entrambe le giornate in autosufficienza, partendo carico d’acqua fin dal principio, per non rischiare.
    Premettendo che sono uno che si idrata molto, il primo giorno ho consumato 2.5 litri mentre il secondo giorno circa 1.5 litri.
    – Discorso tempistiche:
    Compiere il tragitto del primo giorno mi ha richiesto un totale di 8 ore e 50 minuti (pause incluse). Speravo di uscire ad eguagliare il tempo (ottimo, a mio modesto giudizio) di 8 ore e 40 minuti del mitico team di itinerari-mtb ma non ci sono riuscito. Sono stato colto da crampi sulla penultima salita (Passo Tanarello) e ho dovuto spingere la bici per circa metà salita.
    Tra l’altro, considerato che ho solo effettuato sorpassi e non ne ho mai subito uno, ritengo possa essere una tempistica abbastanza decente per un ciclista del fine settimana. Ho fatto pochissime micro-soste, non ho perso affatto molto tempo.
    La tempistica del secondo giorno invece non fa testo, in quanto sono stato sorpreso da un gigantesco ed inaspettato temporale presso la Gola di Gouta che mi ha accompagnato per tutto il tragitto fino quasi a Ventimiglia, complicandomi in maniera significativa la vita. Questo nonostante il meteo prevedesse tempo sereno e senza una nuvola lungo tutto il tracciato. Fare 28 km sotto l’acqua scrosciante e senza esserne preparato ed attrezzato non è stato piacevole, ma comunque sono arrivato a Ventimiglia con largo anticipo e ho avuto tutto il tempo per rilassarmi in spiaggia, fare il bagno, eccetera, prima di prendere il treno.
    – Discorso treni:
    Al momento ci sono solo due treni che da Ventimiglia rientrano a Limone Piemonte. Uno alle 10:30 circa del mattino, e uno alle 18:30 circa del pomeriggio. La domenica c’è una ulteriore corsa alle 17:30. Ovviamente controllate eventuali modifiche sul sito Trenitalia prima di partire!
    Come già detto da altri, il controllore per fortuna è gentilissimo e molto permissivo, questo permette di stipare le (poche) carrozze con le biciclette messe un pò dappertutto, perchè i pochi posti disponibili per le bici (credo ce ne stiano 6 al massimo) finisco subito.
    – Note sul primo giorno:
    Il primo giorno è veramente XC, quindi con una bicicletta front si può affrontare abbastanza tranquillamente. Io con una bicicletta biammortizzata da enduro ho pagato pegno sulle salite, potendo però andare ad occhi chiusi sulle varie discese incontrate (soprattutto quella che scende dal Passo Tanarello verso la Bassa di Sanson che è la più “difficile” della giornata, se così si può dire, visto che è solo un po’ scassata).
    Altre cose da segnalare sul primo giorno: durante la salita iniziale su asfalto, arrivato a Panice Soprana / Chalet 1400, ho tardivamente notato che la seggiovia “Cabanaira” era aperta e adibita al trasporto biciclette. Viene principalmente utilizzata da chi fa discesa in bici (ci sono un paio di sentieri adibiti ad hoc) oppure da chi prende lezioni di mtb, in ogni caso può essere utilizzata anche da chi percorre la Via del Sale per evitare un pò di dislivello. Nello specifico tale seggiovia vi porterebbe da quota 1400 a quota 1950 (“Baita 2000”). Stando al calcolatore di Google Maps il risparmio è di circa 9/10 km e 500/600 metri di dislivello. Il rovescio della medaglia è che non passerete dallo Chalet Le Marmotte (quindi niente rifornimento acqua o colazione) e non vedrete il Fort Central. Considerate questi pro e contro e, se pensate di utilizzare la seggiovia per alleggerire il primo giorno, ovviamente informatevi telefonando in loco per sapere se sia aperta.
    – Note sul secondo giorno:
    La parte iniziale del secondo giorno (fino al Passo del Muratone, per intenderci), è decisamente più tecnica ed è quella che mi è piaciuta di più. Veri sentieri di montagna, molto esposti e rocciosi. Con bici da enduro non ho avuto grosse difficoltà ad affrontarli tutti in sella, ma quei pochi bikers che ho incontrato andavano tutti a piedi, con bici front dalla sella alta e scarpette ad attacco: impensabile percorrere quei sentieri con tale setup, a meno di non prendersi inutili rischi. A tal proposito riporto il commento di un ciclista che ho superato mentre andava a piedi “se avessi saputo che il sentiero fosse così, mi sarei portato delle scarpe da trekking per camminare più comodamente”. In effetti, farsi una lunga passeggiata su sentieri di montagna con la bici al seguito, indossando rigide scarpette con la suola magari in carbonio, non è il massimo della vita. Se siete questo genere di biker, è da tenere in considerazione il portarsi un paio di scarpe da outdoor per affrontare più comodamente questo lungo tratto.
    Proseguendo, l’infinito sterrato che da Gouta arriva fino quasi alla costa (Ciaixe), come già segnalato da altri, in effetti è un pò ridondante e noioso. Io me lo sono fatto sotto un’acqua torrenziale quindi è stato ancora peggio. Sarebbe bello trovare una alternativa, alla peggio anche sbrigarsela su asfalto non sarebbe un disonore. A tal proposito ho visto sulla mappa che, una volta terminato il tratto “tecnico”, arrivati al Rifugio Gola di Gouta (dove alcuni mangiavano invitanti piatti, ndr) e quindi incontrando la strada asfaltata, si potrebbe ridiscenderla fino a Ventimiglia passando da Dolceacqua (è praticamente tutta discesa), oppure, poco prima di Dolceacqua, si ci può re-immettere sulla “Strada degli Olandesi” che poi si ricongiunge con la “Variante 2 – Giorno 2” proposta da itinerari-mtb. Se nella vita dovessi ripercorrere la Via del Sale una terza volta, farei probabilmente così, magari fermandomi a mangiare al Rifugio (se aperto), per massimizzare il godimento della giornata.
    Altre cose da segnalare sul secondo giorno: le due varianti proposte da itinerari-mtb sono da considerarsi mandatorie. La prima, come già scritto dal grande Team, evita un pezzo “rognoso” che passa in territorio francese a nord del Monte Lega. Mentre la seconda variante è proprio obbligatoria in quanto l’itinerario “ufficiale” che passa dai Calanchi di Brunetti è interdetto al traffico pedonale. Arrivati ai Calanchi trovate il sentiero chiuso con tanto di cartello, quindi la “Variante 2 – Giorno 2” è da ritenersi obbligatoria. Io poi ho apportato personalmente una ulteriore terza variante: una volta percorsa integralmente la “Variante 2 – Giorno 2”, invece di scendere a Ventimiglia su asfalto con zero panorama come prevede la traccia ufficiale, ho proseguito sulla Strada degli Olandesi fino alla Località San Giacomo dove mi sono immesso sull’Alta Via del Monti Liguri che prima passa dalla Località Colla Sgarba e poi diventa stretto sentiero, seppur non integralmente ciclabile a causa del cattivissimo stato di manutenzione, che scende in picchiata su Ventimiglia (termina in Via Maule, per chi volesse cercarla sulla cartina) regalando un panorama unico. Sembra di piombare a picco dentro la città e nel mare, molto appagante e scenografico, un finale decisamente più degno per questa lunga cavalcata piuttosto che scendere su asfalto sulla Provinciale e poi pedalarsi in piano il rovente fondovalle che costeggia il fiume La Roya fino a Ventimiglia. Opinione del tutto personale ovviamente.
    – Nota finale:
    Itinerario davvero molto bello e variegato, sono contento di averlo ripercorso a distanza di anni, seppur nuovamente in solitaria. Invito vivamente chi volesse percorrere questo itinerario per la prima volta ad investire qualche ora del proprio tempo per studiare bene le cartine, prendere dimestichezza con le tracce gps e capire bene il percorso e le sue varianti, così da partire preparati e godersi appieno questa bellissima avventura.
    Buone pedalate a tutti e non prendete questa gita sottogamba!

    • LUIGI dice:

      Ciao Davide, spero di non sbagliare il tuo nome, grazie per la precisa e bellissima descrizione del giro. Ti chiedo una cosa sola, è possibile evitare il sentiero esposto e seguire eventualmente la strada, se sì mi puoi indicare a che altezza si trova del percorso. Ti chiedo questo perchè vorrei fare il giro con mia moglie, ma lei non ama i tratti esposti e per farle fare il giro ho bisogno di alternativa. Volendo farlo in tre giorni, la seconda notte dove si può dormire, c’è un’altro albergo dove alloggiare ? Un’ultima cosa è possibile trovare la tua traccia, oppure riceverla da te, GRAZIE in anticipo per il tuo prezioso aiuto. Rif. domenichini_luigi@libero.it Ancora grazie. Ciao Luigi

      • Dave7 dice:

        Ciao Luigi,
        Rispondo al tuo messaggio anche se parte delle domande da te poste trovano già ampiamente risposta nella descrizione fatta qui su itinerari-mtb e/o nelle varie di pagine di commenti in calce. A tal proposito ti invito a leggere anche il mio vecchio commento datato 31/12/2014.
        Iniziamo dagli alloggi:
        – Se si fa in 3 giorni, la prima notte si dorme al Rifugio Don Barbera. La seconda notte al Rifugio Allavena o alla Locanda Colle Melosa (sono uno di fronte all’altro). Spezzando la gita in 3 giorni, il primo giorno avresti da fare un trentina di km e circa 1.400 metri di dislivello positivo. Il secondo giorno una quarantina di km e circa 900 metri di dislivello positivo. Il terzo giorno (seguendo la traccia ufficiale e facendo i tratti un po’ esposti) è standard con i suoi 50 km e circa 800 metri di dislivello positivo.
        – Se si fa in 2 giorni, quindi “tirata unica”, si dorme direttamente al Rifugio Allavena / Locanda Colle Melosa. I numeri sono quelli riportati qui su itinerari-mtb, cioè primo giorno una settantina di km con 2.300 metri di dislivello positivo, e secondo giorno standard (sempre facendo i tratti un po’ esposti) con i suoi 50 km e circa 800 metri di dislivello positivo.
        Per quanto riguarda i sentieri esposti, essi caratterizzano sostanzialmente la prima parte del secondo giorno (o del terzo giorno, se lo fai in tre giorni). Sinceramente non vedo come poterli evitare se non facendo un lunghissimo tratto su asfalto, e in questo caso converrebbe allora andare a Ventimiglia direttamente su asfalto piuttosto che tentare di ricongiungersi con la traccia ufficiale, perché altrimenti sarebbe un lungo giro dell’oca. Questo anche perché bisogna considerare che dal 2014 è chiusa la strada asfaltata che dalla Val Nervia (paese di Pigna) sale a Carmo Langan, quindi non sarebbe possibile ridiscenderla in bici, e questo costringe a fare una lunga deviazione su strade alternative se si vuole seguire l’asfalto.
        In un raro momento di proattività ho realizzato una mappa con riportate tutte le tracce gps presenti qui su itinerari-mtb e altre tracce alternative da me aggiunte (tracciate a mano) di cui non garantisco appieno la fattibilità o l’affidabilità e che riguardano le ipotetiche alternative su asfalto, ad eccezione di quella relativa al “finale alternativo” che è certa poichè è quella che io ho percorso.
        Inoltre ho inserito anche vari waypoint con i principali punti di appoggio di questo tour, inclusa la seggiovia teoricamente sfruttabile (se in attività), ed ho anche contrassegnato l’inizio e la fine del tratto esposto, così è più chiaro capire dov’è. Ho anche segnato il sentiero che ho trovato chiuso in prossimità dei Calanchi di Brunetti.
        Trovi la mappa cliccando sul seguente link:
        http://davideg.altervista.org/file/viadelsale.html
        Come vedrai, dal menu a tendina in alto a destra puoi scegliere il tipo di mappa (ti consiglio OpenStree Map e/o OpenCycleMap). Invece per leggere cosa rappresentano i waypoint è sufficiente cliccarci sopra.
        Inolltre, al seguente link, puoi scaricare il file gpx contenente tutte le tracce e i waypoint della suddetta mappa:
        http://davideg.altervista.org/file/viadelsale.gpx
        Questo invece è un pacchetto zip contenente sia il file html “interattivo” sia il file gpx:
        http://davideg.altervista.org/file/viadelsale.zip
        Direi che è proprio ma proprio tutto: buono studio del percorso e buona pedalata!

        • LUIGI dice:

          Ciao Davide, sei speciale… Grazie per la dettagliatissima descrizione e per il tempo che mi hai dedicato…. Ti faccio un’ultima domanda sempre relativa ai pezzi esposti, come fanno a fare la via del sale chi la percorre in auto o in moto ? Ciao e tante belle pedalate anche a te. Luigi

          • Dave7 dice:

            Nel tragitto del primo giorno, trattandosi di sentieri/strade piuttosto larghi, è facile incontrare moto o 4×4 ben allestiti.
            Nel tragitto del secondo giorno, dalla Sella D’Agnaria fino al Colle del Muratone (ovvero il tratto che comprende i pezzi esposti), è assolutamente impossibile e impensabile incontrare auto e moto. Credo che arrivati a Colle Melosa si facciano un bel pezzo di asfalto per raggiungere Pigna e poi Gouta per prendere il lungo sentiero finale. Ho intravisto qualcosa tempo fa su un forum di 4×4.
            Ciao!

          • Luigi dice:

            Ti ringrazio tanto per la tua grande disponibilità a rispondere a tutte le domande che ricevi. Grazie e ti auguro tante belle pedalate. Ciao Luigi

  2. Angelo dice:

    Ciao Damiano lasciami un numero che a me interessa

  3. Damiano dice:

    Buonasera,mi chiamo Damiano,
    Sono della provincia di Grosseto.
    Vorrei percorrere la via del sale in due gg,
    nel mese di settembre,cerco persone per condividere l esperienza e il viaggio fino a Limone piemonte.
    Ho una mtb front ma posso anche noleggiare una e bike.
    Grazie mille!!

  4. Ruth dice:

    Abbiamo fatto la via del Sale in 3 giorni 16-17-18 agosto 2018; molto utile il commento/la descrizione di dave7 di alcuni anni fa; anche noi abbiamo pernottato al albergo colle melosa, ottimo!!! Poche auto/moto in giro; avevamo le bici bi-ammortizzate – sicuramente aiutano nella discesa sulle sterrate militari dell’ultimo giorno (taaanti km); in alternativa si potrebbe deviare su asfalto per arrivare a Ventimiglia.
    Se volessi rifarla cercherei di partire dal Col di Tenda, evitando i primi KM sul asfalto e arrivando così subito ai passaggi spettacolari e bellissimi in quota.
    Grazie a tutti per le info UTILISSIME!!!

    • egidio dice:

      grazie x la risposta. non ho trovato nessuna risposta riguardo come poter rientrare a Limone Piemonte se c’è un treno se si deve cambiare se c’è la possibilità di fare su strada asfaltata in bici a condizione non ci sia troppo traffico. Chi la percorso come ha fatto a rientrare a Limone Piemonte???

    • Federico dice:

      @Ruth: per i treni da Ventimiglia a Limone, a che ora l’avete preso? immagino alle 17:30 vero?
      Sto cercando di organizzarmi per il prossimo w/e ma la logistica è un po’ penalizzante per chi arriva da fuori (Milano nel mio caso).
      C’è qualcuno che ha in programma per questo w/e?

      • Angelo dice:

        Ciao Federico anch’io sono di Milano e anche a me piacerebbe farla, sentiampci magari riusciamo ad organizzare insieme

        • Federico dice:

          ciao Angelo,
          alla fine questo w/e ho fatto un tratto dell’alta via. Per la Limone-Ventimiglia (se il tempo sarà ancora buono) ci ripenso a fine mese. Se mi mandi la tua mail provo ad avvisarti per tempo:

  5. Egidio dice:

    ciao
    ho saputo di questo percorso vorrei percorerlo in settembre o con un amico o da solo ..volevo chiedere informazioni a riguardo i mezzi pubblici per il rientro da Ventimiglia a Limone Piemonte e se c’è qualche agenzia che organizza tour in mtb vorrei anche sapere se si riesce a trovare un elenco di rifugi lungo il percorso in cui si può pernottare. grazie
    egidio

    • Il Team dice:

      Per quanto attiene le agenzie che organizzano non ti sappiamo dire. Scorrendo i vari commenti pregressi trovi invece le risposte alle domande poste. Buona giornata

    • Damiano dice:

      Salve,anche io vorrei fare la via del sale in mtb.
      Se vuole possiamo sentirci per organizzare un finesettimana a settembre!

      • Egidio dice:

        ciao il mio amico ha deciso di andare all’Elba non penso di fare anche la via del sale ..dovrò rimandare ..mi dispiace sarà per un altra volta Egidio

  6. Eleonora dice:

    temo che il gruppo sia agguerrito, ma proverò a proporlo 😀
    grazie

  7. Eleonora dice:

    ciao a tutti,
    ho in programma la via del sale da limone a ventimiglia per settembre, ma sono un pò preoccupata per la difficoltà..
    ho una specialized full, ma non ho mai affrontato tracce al di sopra della difficoltà BC. Qualcuno sa darmi delle info in più sulle difficoltà e se il dislivello del primo giorno è fatto di saliscendi e non tutto positivo?
    grazie mille

    • Il Team dice:

      Ciao Eleonora,

      noterai dal grafico che il primo giorno è fatto di parecchi saliscendi che poi pesano sui 2.300 metri di ascesa accumulata. Sostanzialmente si rimane sempre su sterrato (tranne parte iniziale dopo Limone) ma il fondo è piuttosto impegnativo essendo spesso mobile e con molto piccole pietre/ciottoli.
      Ciao

      • Eleonora dice:

        mm..ok mi spaventa di più la ditanza/dislivello, per la difficoltà era più per i tratti esposti, ma ci proviamo!
        grazie
        buone pedalate
        ciao ciao

    • Giorgio dice:

      Puoi partire dal colle dove inizia lo sterrato così ti togli la parte più noiosa e 800+. Buon giro

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