Monte Gazzirola – salita dalla Val Cavargna

Online dal 11-07-2019

iBreve descrizione itinerario

San LucioIl giro propone l’ascesa alla sommità del Monte Gazzirola (o Garzirola) salendo dalla italiana Val Cavargna; in altra occasione passata si era saliti dalla Svizzera e precisamente dalla Val Colla e tale itinerario è presente anch’esso all’interno del sito. Il punto di partenza è bene fissarlo in prossimità dell’abitato di Cavargna per due ragioni: innanzitutto si evita di tenersi alla fine una salita di circa 150 mt di dislivello che a fine tour sarebbe percepita assai fastidiosa ed in secondo luogo perchè la valle non offre grandi possibilità di sosta per cui attorno a Cavargna e possibile trovare maggior possibilità. Ciò premesso si parte in discesa (su asfalto) muovendosi in direzione di Val Rezzo dove già compaiono le prime indicazioni per San Lucio/Rifugio Garzirola ed affrontando un tratto di circa 1,8 km si guadagnano i primi 150 metri di quota giungendo ad un falsopiano al termine del quale, dopo una breve tratto di discesa, si incontra sulla destra la strada chiusa al traffico veicolare che sale agli alpeggi superiori (quota 1.110). Inizialmente lo sterrato è intervallato da tratti cementati nei punti più ripidi (pendenze al 14-16%) e con buona fatica si guadagna velocemente quota e superando (ignorandolo) il bivio per Colonè si arriva dopo poco più di 1,6 km di sterrato tra boschi e prati alla deliziosa chiesetta della Madonna del Cep, quota 1.330. Lo sterrato procede poi con pendenze meno impegnative (attorno o inferiori al 10%) sino ad incontrare le indicazioni del Passo San Lucio che viene raggiunto attraverso un panoramico traverso che conduce a quota 1.540; presso il Passo si trovano due Rifugi, quello italiano e la Capanna svizzera “San Lucio”, nonchè il bel Oratorio del quattrocento che, eretto in prossimità del confine, ha sempre costituito un punto di riferimento culturale e devozionale per la popolazione dei due versanti. Dal Passo risulta evidente la prosecuzione dello sterrato che fiancheggia il rifugio italiano e si inoltra all’interno della Valle Segor inizialmente facile e con pendenze modeste/abbordabili fino all’Alpe Tabiano (quota 1.670 e 2km circa da San Lucio), poi via via più impegnativa sia per qualità del fondo e sopratutto per pendenze che superano il 13/14 % con punte fino al 17/18%; abbandonata la deviazione a quota 1.840 per l’Alpe Segor, con tratto a zig-zag si giunge al Rifugio (italiano) Garzirola (quota 1.970) e che “presenta il conto” di una breve ripida rampa finale al 21% offrendo però “in cambio” una bella terrazza panoramica sulla Val Cavargna. Dietro il Rifugio parte ripido il sentiero non ciclabile che in una decina di minuti a spalla/spinta conduce alla croce posta sulla sommità panoramica del Sasso Basciota (quota 2.060) dove proseguendo poi sull’evidente sentiero ci si muove in direzione della sommità del Monte Garzirola: il sentiero è prevalentemente ciclabile grazie anche al ricorso in alcuni punti ad un poco di malizia ed accortenza spostandosi al di fuori del sentiero per pedalare nell’erba; complessivamente si spinge per due tratti di 5 e 3 minuti a causa dell’eccessiva pendenze e degli ostacoli presenti sul sentiero che si sviluppa sul crinale di confine italo-svizzero. La vetta del Gazzirola è posta a quota 2.120 e si trova a circa 1 km dalla citata croce. Seguendo ora i cartelli escursionistici inizia la discesa a valle lungo una evidente linea di crinale che divide la valle di Serdena dalla valle del Ciapelon, inizialmente su traccia facile e poco scomposta, successivamente molto scassata da pietre e sfasciume che impone attenzione e sopratutto spesso il taglio sui prati alla ricerca della miglior via di discesa; diciamo che con adeguata tecnica, mezzo ed attenzione si scende con continuità di  sella sino a quota 1.718 in località Pozzaiolo ove si incontra la deviazione per il Monte Camoghe e che viene trascurata seguendo invece le indicazioni per il Monte Bar e l’omomima Capanna. Il sentiero scende con maggior decisione su traccia piuttosto difficoltosa ed in alcuni punti richiede la spinta del mezzo per superare pietre e sfasciume arrivando però in breve ad un ulteriore bivio con cartelli segnaletici. Qui si abbandona la traccia per il Monte Bar e si volge strettamente a sinistra in discesa seguendo una quasi impercettibile traccia di sentiero che taglia le pendici del Gazzirola in direzione dell’Alpe Pietrarossa. Da segnalare una cosa molto strana: il sentiero ufficiale svizzero arriva presso un cancelletto posto lungo la recinzione del caseggiato dell’alpe, per uscirne più sotto incontrando il sentiero che collega la Capanna Bar con San Lucio (itinerario per MTB nr.66): prudenza ci ha imposto di tagliare a mano “alla meglio” tra i prati all’inizio della recinzione per una decina di metri ed intercettare immediatamente il sottostante citato sentiero anzichè attraversare l’alpe e “fare i conti” con il cane che presidiava gli animali dell’alpe…
D’ogni modo, una volta che ci si ritrova sul sentiero, si prosegue a sinistra in direzione di San Lucio; chi pensa che le fatiche siano terminate qui si sbaglia di grosso in quanto il sentiero si sviluppa per 5,5 km circa in continuo saliscendi con alcuni (una decina) brevissimi tratti dove il mezzo va spinto causa eccessiva pendenza o fondo troppo rovinato. Costeggiando il lato nord orientale della val Colla lungo le pendici del Gazzirola si arriva nel giro di una oretta al Rifugio San Lucio e quindi al Passo. Qui ora, portandosi in prossimità dell’Oratorio è presenta una tenue traccia di sentiero che scende – ciclabile – in diagonale lungo i pratoni sottostanti il Passo: si consiglia di attenersi strettamente alla traccia gps dato che l’erba ha nascosto nel corso del tempi i bolli bianco-rossi del sentiero che d’ogni modo punta alle sottostanti abitazioni di Colonè e che vengono raggiunte allorchè il sentiero incrocia lo sterrato. A questo punto occorre svoltare a sinistra lungo la strada sterrata e seguirla in discesa abbandonandola poco prima dell’Alpe Marda per svoltare a stretta sinistra, sempre in discesa, su sentiero. Sempre rimanendo percorribile in sella, il percorso prosegue su una facile larga mulattiera fino al fondovalle dove si attraversa il torrente Cuccio su ponticello in legno e poi si continua, con saliscendi pedalabili nei boschi prima su sentiero e poi su mulattiera fino a Cavargna dove si ritrova l’asfalto.
nazione: Italia/Svizzera
zona: Val Cavargna-Val Colla
provincia: Co/Canton Ticino
da: Cavargna
a: Cavargna
vista: ampi panorami sull’arco Alpino, sulle Prealpi comasche e del Canton Ticino, Val Colla, Val Cavargna, scorci sulla parte terminale del Lago Maggiore (Piano di Magadino)

ALTIMETRIA QUOTE E DISTANZA

dislivello totale salita: mt 1.370
quota massima: mt 2.120 (Monte Gazzirola)
quota minima: mt 980
km totali: 25,7

SENSO DI MARCIA

girare in senso antiorario (partendo in discesa da Cavargna – attenzione: la traccia si incrocia a San Lucio)

TEMPO DI PEDALATA

di puro movimento 3 ore e 50 minuti

SINTESI VALUTAZIONI

panorami: 8/10
difficoltà salita: 6/10
difficoltà discesa: 8/10
impegno fisico: 8/10

NOTE GENERALI (ES. NON PEDALABILITA’, DIFFICOLTA’ PARTICOLARI, NOTE VARIE, ECC.)

pendenze: massima salita pedalabile 22%, massima discesa 30%
tratto a mano: circa 30 minuti complessivi come sopra descritto. In sintesi 10 minuti per salire dal Rifugio Garzirola alla Croce, circa 8 minuti complessivi per giungere alla sommità del Gazzirola, altri 5 minuti complessivi scendendo all’Alpe Pietrarossa ed infine meno di una decina di minuti complessivi lungo il sentiero da Pietrarossa a San Lucio
salita: la principale difficoltà non è legata all’aspetto tecnico dato che il fondo degli sterrati percorsi in genere è in buono stato così come pure i tratti (ciclabili) di salita su sentiero, quanto invece alle pendenze che si incontrano lungo il tragitto come ben dettagliato già nelle note descrittive e che dunque rendono non banale la percorrenza della salita pur se il tratto complessivo a livello di chilometraggio non è particolarmente lungo (circa 8 km su sterrato fino al Rifugio Garzirola)
discesa: impegnativa traccia di discesa dalla cima del Gazzirola all’Alpe Pietrarossa ove bisogna sempre ricercare il passaggio migliore – anche nell’erba – causa fondo molto rovinato con pietre, salti e sfasciume
% sterrato: 85%
ricordarsi: portare carta di identità per attraversamento territorio della Confederazione Elvetica
note: giornate di ottima visibilità rendono più interessante i panorami dalla sommità del Gazzirola



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