Alpe Cortevecchio

Breve descrizione itinerario

Discesa lungo la Linea CadornaIl giro affronta da Ornavasso, in prossimità delle postazioni militari della Punta di Migiandone, una impegnativa salita nei boschi per raggiungere il Rifugio Gravellona (Rifugio Oliva – Brusa Perona Renato) situato presso l’Alpe Cortevecchio ai piedi del panoramico Monte Massone. Il culmine dell’ascesa sarà presso un ottimo punto panoramico nelle vicinanza dell’Alpe Rossomboldo dove tramite una lunga discesa quasi tutta in fuoristrada si ritornerà a valle. La partenza è, come già detto, fissata nel parcheggio presso la Punta di Migiandone dove parte la mulattiera della Linea Cadorna per il Forte di Bara ma tale forte sarà raggiunto solo al termine del giro in quanto l’anello inizia in fondo al parcheggio (quota 210 mt. circa) seguendo i cartelli MTB con indicazioni per Ornavasso che portano a percorrere una facile poderale ai margini del versante montuoso e che termina al Lago delle Rose. Qui la traccia gps segue la via in asfalto per inoltrarsi in alcune viuzze ai margini del centro di Ornavasso (Via Conciliazione e Via delle Gasse) intercettando la strada per il Santuario della Madonna del Boden. Il percorso, sempre su asfalto, inizia poi a salire con maggior decisione superando il Santuario della Madonna della Ghianda e la nota “Grotta di Babbo Natale” allorchè si giunge al bivio per il Santuario della Madonna del Boden: tenendo la destra si supera (a lato) la sbarra dell’interpoderale (vietato il traffico alle autovetture non munite di chiave) ed inizia la lunga risalita all’Alpe Cortevecchio. Per buona parte del percorso  il fondo è in ottime condizioni, si svolge in ambiente boschivo ben ombreggiato e le pendenze non sono mai particolarmente importanti viaggiando attorno al 10-11% con rare punte al 15-13%; di tutt’altro spessore invece il tratto che si sviluppa tra l’Alpe Frasmatta (quota 980) e l’Alpe Scirombei (quota 1.220) dove nel giro di 1,1 km si sale di 240 metri con pendenze spesso superiori al 22-24% mitigate, si fa per dire, da qualche tornante e dal fondo che, pur se scomposto, risulta a maggior trazione. Dopo un tratto addirittura in falsopiano si superano le baite di Pogalti (quota 1.250) e in ripresa di “normale” salita le baite dell’Alpe Corte Mezzo (quota 1.340) andando ad affrontare, con tratti di pendenze anche piuttosto importanti, il percorso finale (circa 1,2 km) per l’Alpe Cortevecchio (quota 1.520). Poco prima di giungervi occorrerà stare attenti a deviare a sinistra al bivio che si presenta seguendo le segnalazioni presenti e, superato con tratto di leggero saliscendi le abitazioni dell’Alpe, una larga traccia prativa con breve ma ripida salita conduce al Rifugio CAI Renato Brusa Perona, molto accogliente e posto in posizione panoramica sull’Alpe ai piedi del Monte Massone. Dopo l’opportuna sosta/visita al Rifugio le fatiche non sono ancora terminate in quanto si ritorna velocemente al bivio precedente e si prosegue ora in salita, sempre su asfalto, in direzione dell’Alpe Rossomboldo; dopo circa 800 mt, giunti in vista delle prime abitazioni, si evita di proseguire per l’Alpe e si devia a destra, presso un tornante, lungo un sentiero ove sono presenti le indicazioni per MTB. Il sentiero risale fiancheggiando una sella erbosa con qualche sporadico e brevissimo tratto a mano per superare alcuni passaggi con pietre su traccia e conduce ad uno spiazzo prativo molto panoramico in prossimità della Capelletta del Buon Pastore. Qui si trovano le indicazioni del sentiero di discesa, noto come “km verticale”; va detto però che a dispetto del suo nome, le pendenze incontrate nella (parziale) parte percorsa non sono mai risultate particolarmente elevate e le principali difficoltà sono costituite da ostacoli lungo il percorso o tornantini stretti che impongono per i meno tecnici qualche brevissima interruzione a mano. Nella parte finale del sentiero sopra le baite di Pogalti la traccia gps, anzichè proseguire in decisa discesa per il “Km verticale” ed intercettare l’asfalto, percorre una traccia di sentiero verso la Capanna Legnano in leggera discesa ed inizialmente abbastanza agevole, poi via via più difficile causa eccessivo fogliame che non rende più facilmente individuabile il piano del sentiero. D’ogni modo (salvo decidere di scendere direttamente sul “Km verticale” al bivio precedente) in breve si giunge alla Capanna Legnano dove si incontra una ampia e facile forestale che scende agevolmente sulla strada d’asfalto percorsa all’andata e la si segue a ritroso nel tratto di massima pendenze per poco più di 1,2 km allorchè superate le baite di Frasmatta, sulla sinistra, si incontra una forestale che scende all’interno del bosco verso l’Alpe Barumboda (quota 975). Percorrendo la forestale in questione si incontra la deviazione per l’Alpe La Solitudine (quota 840) dove la traccia diviene sentiero che va ad intercettare quel che resta della Strada Cadorna proveniente da fondovalle (presenti ancora indicazioni MTB); inizia così l’ultimo tratto di lunga discesa su una panoramica mulattiera costellata da innumerevoli tornanti pressochè integralmente praticabili ed in parte su traccia abbastanza stretta causa vegetazione sino a giungere al Forte di Bara e con ultima serie di tornanti al parcheggio iniziale di Migiandone
nazione: Italia
zona: bassa val d’Ossola
provincia: Vb
da: Ornavasso (Migiandone)
a: Ornavasso (Migiandone)
vista: nelle giornata molto serene e terse la vizia spazia su svariati giganti vallesani tra cui Strahlhorn, Gruppo del Mischabel (Alphubel, Dom, Täschhorn), il Trittico del Sempione (Weissmies, Fletschhorn, Lagginhorn), nonchè con vista sul ghiacciaio del Breithorn (Sempione) e del Monte Leone (Alpe Veglia) ed infine su Lago Maggiore, Lago di Mergozzo, Lago di Varese, prealpi varesine, basso varesotto ed alto milanese, rilievi della Val Grande, bassa e media Valle d’Ossola

ALTIMETRIA QUOTE E DISTANZA

dislivello totale salita: mt 1.420
quota massima: mt 1.585
quota minima: mt 230
km totali: 24,6

SENSO DI MARCIA

girare in senso orario

TEMPO DI PEDALATA

di puro movimento 4 ore e 30 minuti

SINTESI VALUTAZIONI

panorami: 9/10
difficoltà salita: 6/10
difficoltà discesa: 7/10
impegno fisico: 8/10

NOTE GENERALI (ES. NON PEDALABILITA’, DIFFICOLTA’ PARTICOLARI, NOTE VARIE, ECC.)

pendenze: massima salita 24,8%, massima discesa 25%
tratto a mano: poco meno di 5 minuti complessivi per varie interruzioni. Dalla presa del sentiero prima dell’Alpe Rossomboldo alla Cappelletta del Buon Pastore ci sono 2/3 passaggi a mano per superare nel giro di pochi secondi alcuni ostacoli (pietre/radici); dalla cappelletta il sentiero lungo il “Km verticale” presenta qualche passaggio ostico causa pietre e radici – superabili velocemente – ed una serie di stretti tornanti sopratutto nella parte centrale; qualche breve passaggio difficoltoso poco prima della Capanna Legnano evitabile se si prosegue in discesa direttamente su sentiero del “Km verticale”
salita: interamente su asfalto e per buona parte in ottime condizioni; la seconda parte, quando aumentano le pendenze, si svolge su fondo più dissestato anche se non viene compromessa la ciclabilità già appesantita dalle consistenti pendenze dettagliate nelle note descrittive
discesa: la parte più tecnica è  nel “Km verticale” causa ostacoli lungo il percorso o tornantini stretti che impongono per i meno tecnici qualche brevissima interruzione in sella; la mulattiera della Linea Cadorna non è particolarmente ripida e se annualmente mantenuta dai rovi/arbusti permette di essere affrontata con tranquillità e poche difficoltà tecniche (qualche stretto tornante in sequenza può richiedere interruzione nella continuità di discesa)
% sterrato: 35%
ricordarsi: //
note: il set fotografico purtroppo non rende degno onore ai panorami offerti dall’itinerario in quanto la giornata nella seconda parte (quella in quota) è risultata a tratti piovosa e piuttosto nuvolosa


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