Salita all’Alpe Pizzo dalla Val Sorba

Breve descrizione itinerario

Giro molto esigente sia dal punto di vista tecnico che di impegno di energie con partenza dall’abitato di Pila (quota 700 mt), presso comoda area parcheggio a fianco del Sesia. Dopo aver risalito la valle per alcuni chilometri su asfalto, giunti a Piode, si abbandona la strada principale per attraversa il torrente e si imbocca immediatamente dopo, a destra, la ciclabile della Valsesia che in tendenziale leggera salita risale il corso delle acque. Primo breve tratto in asfalto, poi semplice poderale di circa 1 km con uno corto strappo al 10% prima di incontrare nuovamente il nastro di asfalto della SP82 nei pressi di Quare. Al termine del tratto sterrato della ciclabile si svolta a sinistra per Quare e si risale, su asfalto appunto, con agevole pedalata (pendenze contenute) per ca 3,5 km fino a Rassa (quota 990 mt). Giunti in prossimità dell’abitato si incontra un bivio: è possibile attraversare il caratteristico ed ordinato borgo tenendo la destra oppure aggirarlo attraversando sin da subito il torrente Sorba tenendo la sinistra su asfalto. In ogni caso le 2 alternative si ricongiungono poco dopo, all’inizio della ciclabile della Val Sorba. Il percorso presenta immediatamente na anteprima di quel che attenderà con una ripida rampa cementata di ca 600 mt. Superato l’iniziale scalino, tenendo la destra al successivo bivio in salita che poco dopo si incontra, inizia una forestale dal fondo piuttosto sassoso con alternanza di tratti in falsopiano a tratti dalle pendenze molto impegnative. Dopo aver percorso quasi 3 km lungo l’interpoderale ed essere già saliti di buona quota (1.350 mt circa) si incontra un bivio: la traccia gps scende a sinistra in direzione del torrente e superato un ponticello di legno sovrastante alcune belle cascate d’acqua si riporta in decisa risalita sulla forestale. Proseguendo invece diritto al precedente bivio incontrato si effettua un giro più largo (le pendenze rimangono sostanzialmente invariate però) transitando per l’Alpe Il Dosso e ricongiungendosi più avanti con la nostra traccia. La forestale si sviluppa su fondo caratterizzato da molte pietre/ciottoli e con pendenze al limite del ribaltamento (punte fino al 19%) rendendo particolarmente faticoso e difficile l’avanzamento con continuità (in alcuni – limitati – punti è piuttosto improbabile procedere senza sosta/breve spinta). Dopo aver percorso quasi una ventina di ravvicinati tornanti (230 metri di guadagno quota in poco meno di 1,4 km!) si giunge a quota 1.550 dove lo scenario cambia: si comincia ad uscire dal bosco aprendosi a maggiori panorami ed al contempo le pendenze ritornano ad essere decisamente più abbordabili su fondo migliore; qualche breve ma intenso strappo conduce nei pressi dell’Alpe Sorbella superata la quale in leggera salita si giunge al punto massimo di escursione (1.785 mt). Si prosegue ora in semplice discesa aggirando le pendici del Monte Bo di Valsesia e ci si dirige poi con più rapida perdita di quota in direzione della visibile Alpe Pizzo, costeggiando infine su facile poderale, prima di giungervi, l’attiguo laghetto alpino. L’alpe offre interessante panorami sui vicini alpeggi, sul fondovalle, sui circostanti rilievi e soprattutto ottima vista sulle inconfondibili cime del Monte Rosa, quest’ultime peraltro che accompagnano magnificamente tutto il tratto di pedalata che segue dopo l’Alpe Sorbella. Giunti nei pressi dell’alpeggio, quota 1.710 mt, si ritorna poi a ritroso sfruttando, volendo alternare, un sentiero che si sviluppa sul crinale erboso e che transita sul fianco opposto del laghetto del Pizzo per ricongiungersi per pochi metri con la tratta sterrata appena percorsa. Si svolta ora a sinistra scendendo rapidamente su sterrato in direzione dell’Alpe Meggiana e dell’Alpe Pianelle, incontrando l’asfalto proveniente da fondovalle e lo si percorre per circa 500 mt in direzione dei precitati alpeggi anche se non li si raggiunge in quanto, al termine dell’asfalto, si devia a sinistra lungo una poderale sterrata che scende verso un fabbricato rurale presso l’Alpe La Rusa (quota 1.470 mt): qui si incontrano le indicazioni del sentiero nr. 241 per Piode e Piedimeggiana. Ci si inoltra così nel bosco dapprima su facile e largo sentiero e poi su traccia più stretta ed impegnativa, trasformandosi in mulattiera caratterizzata da pendenze più accentuate, scalini, radici, stretti tornanti ed alcuni passaggi insidiosi, aggravati da fondo spesso umido.  Superata l’isolata chiesa di Prà Bolla si prosegue nel bosco con fondo che peggiora di qualità affrontando qualche passaggio a mano causa sentiero poco praticabile (troppo rovinato), in specie poco prima dell’attraversamento del torrente, superato il quale la discesa diviene elementare ed in breve si giunge a Piedimeggiana, quota 770 mt, dove si ritrova l’asfalto. A seguire occorre prendere la ciclabile della Valsesia che inizia, svoltando a destra (presenti indicazioni segnaletiche permanenti) presso la frazione di Reale per ritornare a Pila quasi interamente su discesa costeggiando il Sesia con bel percorso tra i boschi
nazione: Italia
zona: Valsesia
provincia: Vc
da: Pila
a: Pila
vista: Monte Bo di Valsesia, vette del Monte Rosa

ALTIMETRIA QUOTE E DISTANZA

dislivello totale salita: mt 1.200
quota massima: mt 1.785
quota minima: mt 696
km totali: 27,3

SENSO DI MARCIA

girare in senso antiorario

TEMPO DI PEDALATA

di puro movimento  3 ore e 30 minuti

SINTESI VALUTAZIONI

panorami: 8/10
difficoltà salita: 8/10
difficoltà discesa: 8/10
impegno fisico: 8/10

NOTE GENERALI (ES. NON PEDALABILITA’, DIFFICOLTA’ PARTICOLARI, NOTE VARIE, ECC.)

pendenze: massima salita pedalabile 19,9%, massima discesa 32,6%
tratto a mano: 2-10 minuti. E’ molto legato al grado di allenamento personale (per la salita su forestale) ed alla abilità di discesa (scendendo su mulattiera dall’Alpe La Rusa). Con buon allenamento si segnalano 2/3 brevissimi passaggi di spinta in salita in quanto la combinazione fondo/pendenza/ridotta velocità induce al potenziale ribaltamento. In discesa da segnalare 3/4 passaggi a mano di pochi secondi ed il breve tratto che precede l’attraversamento del torrente (possiamo stimare non più di 2 minuti in discesa complessivamente)
salita:  il tratto in asfalto che sale a Rassa è poco impegnativo ed assai semplice in quanto si procede con agevole pedalata su pendenze tra il 3 ed il 6%; ben altro discorso la percorrenza dell’interpoderale della Val Sorba dove occorre sin da subito affrontare una rampa cementata al 15-18% e successivi diversi strappi tra il 12 ed il 16-17% su fondo spesso caratterizzato da sassi/pietre. Il tutto peggiora poi dopo quando si inizia a percorrere la serie di ravvicinati tornanti con cui letteralmente “ci si arrampica sul pendio” con pendenze che si mantengono per tutto il tratto tra il 14 ed il 19% su fondo molto pietroso da cui anche la difficoltà di procedere con regolarità e continuità di spinta
discesa: molto impegnativa causa la percorrenza di una mulattiera con tratti scivolosi, stretti tornanti, radici ed ostacoli naturali da superare anche se fino alla chiesa di Prà Bolla si può affrontare con tranquillità interamente in sella, ovviamente con una sufficiente esperienza di discesa. Nella successiva parte invece il sentiero si fa più ripido e soprattutto aumentano i passaggi rovinati e/o con stretti piccoli salti tra radici e pietre per cui qualche passaggio a mano è da mettere in preventivo per immancabile spirito di saggia prudenza (al massimo un paio di minuti)
% sterrato: 70%
ricordarsi: //
note: discesa su sentiero/mulattiera assolutamente da evitare dopo abbondanti piogge ravvicinate in quanto presenta passaggi molto scivolosi su traversine, pietre e radici, in un territorio che tipicamente si caratterizza per ambienti umidi


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