Corona dei Pinci

Breve descrizione itinerario

In direzione della Corona dei Pinci con panorama su Alto lago MaggioreGiro nel territorio dell’Alto Lago Maggiore attraversando i rilievi che si affacciano sulla sponda occidentale svizzera tra Ascona e Brissago con meta principale costituita dalla sommità della Corona dei Pinci (mt. 1.294) dalla quale si ottiene un’ottima vista a 360 gradi sul Locarnese, sui monti del Gambarogno e sulla retrostante valle Maggia, oltre che un ampio panorama sulla parte italiana del Lago Maggiore. L’itinerario copre un buon chilometraggio oltre che un dislivello non banale ma può essere adattato con opportune facili ed intuitive varianti anche per coprire un impegno inferiore. Si parte fuori Ascona dove seguendo un tratto iniziale di ciclabile lungo il fiume Maggia ed un successivo anello attorno al locale campo da Golf che permettono di scoprire il paesaggio attorno ad Ascona; in seguito, attraversato il nucleo centrale della città, si comincia a salire su asfalto in direzione dell’area turistica del Monte Verità e qui giunti, girando attorno al grande prato utilizzato per svago ed area picnic, si segue poi in salita il caratteristico percorso ciclopedonale del Monte verità (“Sentiero dei Pini”). Al termine dello stesso si incontra una strada asfaltata che, seguendola a destra con andamento in falsopiano, porta a percorrere diversi chilometri in posizione sopraelevata rispetto al Lago offrendo lo spunto per interessanti panorami; trascurando la deviazione per i Monti di Ronco (classico itinerario MTB della Corona dei Pinci) si prosegue su strada (Via Livurcio) in direzione di Ronco di Sopra. Poco prima di giungere all’abitato la traccia da seguire si stacca dalla via principale per imboccare sulla destra una stretta via in salita (Via Barcone) che dapprima guadagna rapidamente quota per poi ridiscendere sino alle sovrastanti frazioni di Brissago, perdendo purtroppo circa 130 metri di dislivello che dovranno essere riguadagnati “con gli interessi” in una successivo momento: trascurando infatti di proseguire sulla via principale si devia a destra in Via Naccio dove inizia un tratto di salita in asfalto all’interno del bosco con pendenze che nella parte finale raggiungono spesso il 14-16%; d’ogni modo la salita andrà percorsa all’incirca fino a quota 850 metri incontrando, presso un nucleo di abitazioni in corrispondenza di un tornante, una deviazione sterrata recante indicazioni per l’Alpe di Naccio. La forestale perde leggermente di quota fino a restringersi in sentiero e poco dopo si interrompe improvvisamente causa una breve scalinata (salita e poi discesa) per superare un piccolo corso d’acqua e portarsi sul versante opposto della montagna. Superato senza particolari difficoltà questo tratto a mano, il sentiero ritorna quasi subito forestale e termina incrociando a quota 890 ca. l’asfalto che sale ai Monti di Ronco (ovvero la strada la cui deviazione è stata trascurata nella parte iniziale del giro e che costituisce la variante classica, più breve, del giro per MTB). Si prosegue quindi in salita guadagnando quota senza particolare affanno sino ad incontrare a quota 1.120 circa una sbarra che impedisce l’accesso agli autoveicoli non autorizzati: aggirandola attraverso l’apposito passaggio per MTB e pedoni si prosegue in salita sempre con ottima vista panoramica circostante guadagnando gli ultimi 200 metri di dislivello fin tanto che l’asfalto lascia il posto allo sterrato. Proseguendo si incontra poco centinaia di metri dopo, sulla sinistra, un facile sentiero recante indicazioni per la Corona dei Pinci: il sentiero è interamente pedalabile fino a raggiungere all’interno del bosco un quadrivio. La scelta migliore qui è di lasciare temporaneamente il mezzo per giungere nel giro di qualche minuto alla sommità della Corona dei Pinci (il sentiero che conduce alla sommità non è interamente pedalabile ma si presta comunque abbastanza agevolmente alla spinta del mezzo se non lo si vuole lasciare presso il quadrivio). In ogni caso il precitato punto di incontro dei sentieri costituisce l’inizio della discesa: seguendo le indicazioni per gli alpeggi di Survi e Cortone si percorre un bellissimo trail all’interno della faggeta, molto filante e divertente sino all’alpe Survi ed a seguire ancora buona traccia fino all’Alpe Zota (quota 898). Il successivo tratto di discesa fino ad Artore risulta invece a tratti più difficoltoso in quanto occorre percorrere alcuni scaloni o tratti con pietre e radici che impongono saltuari passaggi a mano. Da Artore poi la traccia diviene piuttosto diversificata con passaggi tecnici alternati a passaggi più semplici per chiudere la discesa su asfalto aggirando un’area di cava; nel tratto finale dell’itinerario transitando ai margini del golf di Losone si va a prendere la ciclabile che costeggia il torrente Melezza e poi a seguire la ciclabile lungo il fiume Maggia
nazione: Svizzera
zona: Alto Lago Maggiore
provincia: Canton Ticino – CH
da: Ascona
a: Ascona
vista: Alto Lago Maggiore, Piano di Magadino, Gambarogno, Monte Paglione, Monte Tamaro, Monte Gradiccioli, Monte Lema, Monte Limidario/Gridone

ALTIMETRIA QUOTE E DISTANZA

dislivello totale salita: mt 1.500
quota massima: mt 1.294
quota minima: mt 180
km totali: 41,4

SENSO DI MARCIA

girare in senso orario

TEMPO DI PEDALATA

di puro movimento 5 ore

SINTESI VALUTAZIONI

panorami: 8/10
difficoltà salita: 3/10
difficoltà discesa: 8/10
impegno fisico: 7/10

NOTE GENERALI (ES. NON PEDALABILITA’, DIFFICOLTA’ PARTICOLARI, NOTE VARIE, ECC.)

pendenze: massima salita 17,2%, massima discesa 25,5%
tratto a mano: 10 minuti complessivi al massimo, divisi tra un tratto di sentiero in saliscendi con scalinata che intermezza lo sterrato centrale (3-5 minuti) ed un cumulo di minuti a mano per vari passaggi non ciclabili durante il sentiero di discesa a valle dalla sommità della Corona dei Pinci
salita: il grado di difficoltà è estremamente basso in quanto si svolge sostanzialmente su asfalto; il tratto impegnativo per pendenze, come già accennato, lo si trova nella parte della salita prima dello forestale di mezza quota
discesa: decisamente impegnativa e tecnica per presenza di gradini, pietre, radici nella parte centrale dopo l’Alpe Zota fino ad Artore ed in alcuni tratti dopo quest’ultima località
% sterrato: 44%
ricordarsi: portare carta di identità per transito in territorio elvetico
note: //


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