Passo del Monscera

Breve descrizione itinerario

Discesa nella Zwischbergental dal Passo del Monscera Giro decisamente impegnativo per la lunga salita che da fondovalle sale al Passo del Monscera, antica via di comunicazione tra l’Italia e la Svizzera utilizzata per evitare l’angusto attraversamento delle “Gole di Gondo” prima che fosse aperta la Stockalperweg. La difficoltà è resa più severa sia dalle pendenze importanti che occorre affrontare negli ultimi chilometri, sia dallo sviluppo complessivo dell’anello. Partenza fissata alle porte di Domodossola, quota 280 ca; seguendo le indicazioni per Bognanco si transita dalla frazione di Mocogna ed attraversato il ponte sul torrente Bogna inizia la lunga ascesa, su asfalto, in Val Bognanco lungo la SP68. La salita procede con pendenze piuttosto contenute sino a Bognanco Fonti (quota 655), poi si incontrano tratti più impegnativi sino a San Lorenzo (quota 980). Si prosegue poi superando Graniga, le baite dell’Alpe Vercengio sino ad arrivare dopo poco più di 19 km (e 17 di salita) all’Oratorio di San Bernardo, quota 1.630 ca, dove termina il nastro di asfalto ed è presente anche area attrezzata di sosta. Si seguono ora le indicazioni segnaletiche per l’Alpe Monscera ed il relativo Passo contrassegnate dal segnavia D08. La strada, infatti, presenta poco oltre un bivio e tenendo la destra si percorre un breve tratto in discesa seguito da un tratto di falsopiano, dove peraltro si ritrova l’asfalto (in condizioni piuttosto rovinate): trattasi della classica situazione di “quiete prima della tempesta” dato che la strada poco dopo comincia ad inerpicarsi lungo il pendio con una serie di ravvicinati tornanti e pendenze molto severe, tra il 16 ed il 21%, superando il Rifugio “Il Dosso” (quota 1.720) e poco dopo trasformandosi a fondo sterrato compatto ma con molte pietre che rendono molto gravosa la pedalata già di per sé appesantita dal dislivello e dai chilometri accumulati. Attorno a quota 1.900 si comincia ad aprire il bosco entrando nello scenario della soprastante conca ed anche le pendenze diventano più abbordabili. Superata l’Alpe Monscera (quota 1.980), un ultimo tratto di salita porta in direzione dell’omonimo lago ed è a questo punto che le vette del cosiddetto “Trittico del Sempione” cominciano a mostrare i loro perenni ghiacciai: a quota 2.010 tenendo la traccia di sentiero più alta a destra (evitare la carrozzabile più bassa che devia in direzione dell’Alpe di Micalcesti e del Rifugio Gattascosa), dopo l’Alpe Monscera, si aggira la conca e ci si porta al di sotto del dosso finale ove è collocato il Passo, transitando a lato del piccolo lago alpino. Per raggiungere il Passo sarà necessario affrontare a spinta le ultime decine di metri che lo separano lungo un ripido pendio erboso solcato da un’esile traccia di sentiero che sale diretta e che può essere mitigata (pedalando) tagliando a zig zag il pendio. Al Passo (quota 2.106) la meritata sosta dopo quasi 21 km di salita (e 24 km dalla partenza): qui si aprono ottimi panorami sulle innevate vette di Weissmies, Fletschhorn, Lagginhorn e sul ghiacciaio del Monte Leone. Si riparte poi in discesa sul versante elvetico lungo una traccia di sentiero ciclabile purtroppo solo nella prima parte in quanto la presenza di una infinita serie di gradini artificiali abbinati ad una pendenza considerevole rendono praticamente impossibile ed assai pericoloso effettuare la discesa in sella. In meno di un quarto d’ora tuttavia, a quota 1.780 in località Pussetta, si incontra una sterrata proveniente da fondovalle ed in breve, alternando tratti sterrati a tratti di malconcio asfalto si giunge nella Zwischbergental dove, attraversato il ponte sul torrente (Grosses Wasser), ci si innesta sulla strada asfaltata di fondovalle. Continuando ora la discesa e superando i diversi alpeggi disseminati nella vallata, si giunge ben presto a Gondo dove non resta che seguire la lunga discesa a Crevoladossola: superato il confine di Stato si prosegue evitando di deviare per Varzo e giunti alla successiva galleria preclusa al traffico ciclistico e pedonale si segue la vecchia strada del Sempione con due leggere salite che riportano al punto di partenza. Il tratto che segue Gondo è piuttosto lungo (ca 20 km) ma non comporta particolare difficoltà in quanto è quasi totalmente in discesa e su asfalto
nazione: Italia/Svizzera
zona: Val Bognanco/Zwischbergental
provincia: Vb/Cantone Vallese (CH)
da: Crevoladossola
a: Crevoladosola
vista: Weissmies (4.017 mt), Fletschhorn (3.982 mt), Lagginhorn (4.010 mt), Monte Leone (3.553 mt)

ALTIMETRIA QUOTE E DISTANZA

dislivello totale salita: mt 1.950
quota massima: mt 2.106
quota minima: mt 283
km totali: 56,2

SENSO DI MARCIA

girare in senso orario

TEMPO DI PEDALATA

di puro movimento 5 ore e 20 minuti

SINTESI VALUTAZIONI

panorami: 8/10
difficoltà salita: 7/10
difficoltà discesa: 4/10
impegno fisico: 9/10

NOTE GENERALI (ES. NON PEDALABILITA’, DIFFICOLTA’ PARTICOLARI, NOTE VARIE, ECC.)

pendenze: massima salita pedalabile 21,4%, massima discesa (ciclabile) 24%
tratto a mano: 12 minuti percorrendo il sentiero che scende nella Zwischbergental dal Passo. Da aggiungere al più 1 minuto per gli ultimi metri di scollinamento qualora non si riesca a pedalarli
salita: la difficoltà tecnica è legata al tratto che segue l’Oratorio di San Bernardo in quanto il fondo sterrato che segue il tratto di asfalto intermedio, diviene piuttosto accidentato e poco scorrevole con pendenze superiori al 10-11% e punte fino al 17%, quantomeno sino a giungere nella conca del Monscera. Per il resto invece le percorrenze sono su asfalto e quindi dal punto di vista tecnico non richiedono particolare abilità: certo è che il tratto di asfalto fino al Rifugio “Il Dosso” (e poco oltre) ha pendenze molto importanti che si riflettono in elevato impegno fisico richiesto. Da segnalare infine che fino a Bognanco Fonti la salita è decisamente agevole (pendenza media 4-5%) mentre oltre, in genere, siamo attorno al 10-11%. In Bognanco Fonti la traccia gps “taglia” l’asfalto percorrendo un tratto in centro paese su scalinata (pedalabile) piuttosto ripida: si può tranquillamente prendere la via più agevole continuando a seguire l’asfalto principale.
discesa: il primo tratto di sentiero che scende da Passo non presenta assolutamente passaggi difficili e/o esposti e/o pericolosi pertanto la difficoltà tecnica è bassa. La parte successiva non è ciclabile. Il resto è tutta discesa su facile sterrato e su asfalto
% sterrato: 15%
ricordarsi: portare carta di identità per transito in territorio elvetico
note: giunti a fondovalle nella Zwischbergental, prima dell’unica galleria dopo il lago artificiale, si incontrano le indicazioni del sentiero che corre parallelo al corso del torrente sul lato opposto. Si consiglia di evitarne la percorrenza in quanto presenta un continuo saliscendi e soprattutto diversi passaggi a mano, configurandosi quindi come un tratto assolutamente privo di valore aggiunto nel complesso dell’itinerario. Se invece si ha tempo e voglia per percorrerlo, si avrà l’occasione, soprattutto in periodo autunnale, di raccogliere caratteristici scorci cromatici con boschi, pascoli e cascatelle (e piccole marmitte) create dal corso del torrente


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2 risposte a Passo del Monscera

  1. Federico (zioKikkoMTB) dice:

    Percorso ieri 6.8.2016 – posto stupendo panorami bellissimi
    Si conferma necessario avere buona forma fisica o comunque buon allenamento perche’ le salite fino al passo sono veramente impegnative in molti tratti.
    Unica nota negativa (personale parere) e’ la discesa al di la del passo veramente impedalabile per il 90% (tutto il tratto del bosco e’ una lunga scalinata) la parte finale poi si inserisce sulla strada statale da Gondo fino a Crevoladossola per cui con notevole traffico a far da compagnia.
    Dopo tutta la meraviglia precedentee l’aria stupenda di quota finire in quel traffico non e’ stato molto apprezzato.

    • Il Team dice:

      Concordo! purtroppo non ci sono alternative all’asfalto per costruire un anello (quantomeno è quasi tutta discesa…). Circa la scalinata (o meglio, il sentiero con una serie infinita di traversine ravvicinate), ti devo confessare che per noi è stata una sorpresa… (c’erano informazioni in rete che non lasciavano presagire nulla al riguardo: lo scorso anno sembrava infatti opera piuttosto recente). Se non ci fosse stata sarebbe stato un trail eccezionale….

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