Giro degli alpeggi in alta Val d’Ayas

Breve descrizione itinerario

Salita al lago Saler superiore - Il Cervino sullo sfondoGiro straordinario che si svolge nella parte superiore della Val d’Ayas al cospetto delle imponenti cime che contribuiscono a formare la catena del Monte Rosa. Partendo da poco più di 1500 mt iniziali di quota, prevalentemente lungo strade bianche con pendenze anche particolarmente significative, si toccano molteplici alpeggi e laghi alpini giungendo alla quota massima dei 2.376 mt. Si parte da comodo parcheggio in una piccola frazione ai piedi di Antagnod muovendosi su strada asfaltata di fondovalle che ben presto si lascia in direzione di Mascognaz lungo strada carrareccia dalle pendenze regolari. Giunti all’omonima alpe si imbocca un sentiero prativo che si trasforma poco oltre in un percorso boschivo e che inevitabilmente richiede spinta a mano del mezzo per un tratto comunque non particolarmente faticoso, pur se in salita. Nell’ultima parte il sentiero ritorna ad essere pedalabile ed in breve si giunge alla località Crest (ripido -ma breve- passaggio finale su strada bianca), quota 1980. Quì ha inizio il tratto più importante della salita, su strade bianche che si sovrappongono per buona parte alle piste sciistiche invernali, con alternanza di pendenze abbordabili a tratti decisamente più ripidi; la salita permette di toccare diversi alpeggi e laghi alpini, in particolare, nell’ordine, il Lago delle Rane (detto anche Saler inferiore), il Lago Saler (superiore), il Lago Contenery con ascesa finale al Lago Ciarcerio, a quota 2.376, punto massimo dell’escursione. Tenendo la sinistra si alternano alcuni saliscendi, sorpassando il Secondo laghetto della Forca, fino a giungere in prossimità degli impianti di risalita al Colle Bettaforca.  A questo punto, rispetto alla traccia principale, si consiglia di prendere la pista sterrata che scende per direttissima a valle (allegata traccia gps per variante): ciò eviterà un fastidioso tratto in saliscendi da percorrere a mano all’interno di un bosco con rocce e radici situato dopo il rifugio Ferraro (a cui si giunge scendendo dall’incrocio di cui sopra su veloce strada bianca). I due itinerari si ricongiungono in prossimità dell’abitato di Blanchard (Saint Jacques) in prossimità di un ponte di legno sul torrente Evancon, da cui ha inizio, dopo brevissimo tratto in asfalto, una strada carrareccia in abbordabile salita che conduce agli alpeggi situati nella parte occidentale della Valle. In particolare il tratto di ascesa termina in prossimità dell’Alpe di Nana inferiore, incrociando la strada che scende dal rifugio Tournalin ed ha inizio un lungo (8 km ca) tratto su sentiero/strada carrareccia che in modesta discesa, e con alcuni passaggi in galleria, conduce nei verdi pascoli dell’agriturismo La Tchavana (Alpe Mezzan). Con un ultimo tratto di caratteristico single track, in parte costeggiante un ruscello, si percorrono alcuni alpeggi posti sopra l’abitato di Antagnod fino al Piano delle Dame ed infine in località Barmasc si imbocca, in corrispondenza di un tratto asfaltato, la mulattiera che porta a fondovalle
nazione: Italia
zona: Valle d’Aosta
provincia: Aosta
da: Ayas frazione Pilaz
a: Ayas frazione Pilaz
vista: l’itinerario si caratterizza per notevole panoramicità offrendo ampi spazi della Valle con i relativi alpeggi e rifugi, e con lo sfondo delle maestose cime che contribuiscono a formare la catena del Monte Rosa (Pollux, Breithorn, Castor, Lyskamm); durante il tratto centrale dell’ascesa si presenta in tutto il suo splendore la vetta del Cervino. Molto caratteristici i laghi alpini toccati durante l’ascesa, da segnalare in particolare il Lago Contenery per i riflessi multicolore offerti

ALTIMETRIA QUOTE E DISTANZA

dislivello totale salita: mt 1355
quota massima:  mt 2376
quota minima: mt 1526
km totali: 34,58

SENSO DI MARCIA

girare in senso antiorario

TEMPO DI PEDALATA

di puro movimento 4 ore e 10 minuti

SINTESI VALUTAZIONI

panorami: 10/10
difficoltà salita: 6/10
difficoltà discesa: 7/10
impegno fisico: 10/10

NOTE GENERALI (ES. NON PEDALABILITA’, DIFFICOLTA’ PARTICOLARI, NOTE VARIE, ECC.)

pendenze: massima salita pedalabile 26%, massima discesa 34%. L’itinerario in particolare si caratterizza per una impegnativo tratto di salita che ha inizio poco dopo la località Crest dove si alternano tratti semplici a tratti particolarmente ripidi al 16-20% su fondo non sempre agevole; in particolare il tratto finale -lungo ca 100 mt- che conduce alla quota massima del lago Ciarcerio raggiunge pendenze fino al 26% e caratterizzandosi per fondo sconnesso non esclude un tratto a spinta (che rimane comunque faticoso!); decisamente più abbordabili in termini di pendenze i tratti sterrati che salgono a Mascognaz (9-11%) e nell’ultima salita della giornata (ca 2,5km) verso l’Alpe di Nana (mediamente 10% con punte al 13% e minimi al 4-5%)
tratto a mano: 30 minuti complessivi; ca 10 minuti nel passaggio all’interno del bosco prima di giungere al Crest, causa ostacoli/rocce che impediscono pedalata; 5 minuti ca per l’ultimo tratto prima di giungere al Lago Ciarcerio causa pendenza importate abbinata a fondo sdrucciolevole (può essere comunque compiuta pedalando); 15 minuti circa nel tratto nel bosco dopo il rifugio Ferraro: questo tratto può essere evitato seguendo la traccia gps suggerita in variante poco oltre l’incrocio con la strada proveniente dal Colle Bettaforca (zona ove ha inizio il tratto di impianto a fune)
salita: prevalentemente ha luogo su strade bianche, ove nella parte centrale tendono spesso a sovrapporsi alle piste da sci con inevitabili conseguenze in termine di pendenza. Il fondo non risulta tuttavia particolarmente tecnico, certamente però le pendenze si caratterizzano per essere impegnative dal punto di vista fisico
discesa: nella prima metà si sviluppa su strade bianche con passaggio all’interno di bosco (tratto evitabile seguendo la variante segnalata); nella seconda parte ha luogo su mulattiera e sentieri prativi, non particolarmente difficili dal punto di vista tecnico ancorchè richiedano attenzione per la velocità di percorrenza
% sterrato: 90%, con alternanza di single tracks, strade bianche (prevalenti) e mulattiere
ricordarsi: //
note: opportuno munirsi di apparecchi di illuminazione per attraversamento di nr. 2 gallerie  scavate nella roccia, di cui la prima decisamente più scura



Giro degli alpeggi in alta Val d'Ayas pendenzeGiro degli alpeggi in alta Val d'Ayas altimetrie

10 risposte a Giro degli alpeggi in alta Val d’Ayas

  1. Marco dice:

    Ciao, nel caso vi fosse sfuggiro, che il tratto a piedi richiedesse almeno 30-40 minuti a spinta (se non contiamo il pezzo ripido sulla pista da sci che presumo che con la e-bike si faccia in sella) l’avevo già segnalato nella mia recensione di Giugno di 2 anni fa. 🙂

  2. Fabrizio Godio dice:

    Giro fatto in e-bike la scorsa settimana. la stima di 10 minuti a spinta per il tratto mascognaz-crest è decisamente ottimistica, indipendentemente dal fatto di spingere una e-bike o una muscolare. Invece con e-bike CONSIGLIO caldamente il tratto tra il rif. ferrario e il pian di verra perchè è tutto ben pedalabile e molto divertente. dai piani di verra non lasciatevi tentare dal sentiero che scende a valle verso frachey, decisamente poco pedalabile…

    • Il Team dice:

      Grazie Fabrizio della segnalazione. Sono andato a riguardare la traccia percorsa sul sentiero con Compegps ed ho avuto la conferma (dalla analisi della velocità di percorrenza <4/5 km/h) che non avevamo spinto per più di 10-15 minuti. Probabilmente essendo un itinerario piuttosto datato le condizioni del sentiero sono peggiorate. (Comunque il tratto complessivo comprensivo di soste lo avevamo percorso in 31 minuti.) Grazie mille ancora per il feedback e per la variante consigliata.

  3. Black Devil dice:

    @Pierpaolo:
    Grazie per l’importantissima informazione!
    Ti riferisci alla galleria nei pressi dell’Alpe Nana Inferiore vero?
    In alternativa, al tornante più in basso prima di arrivare all’Alpe Nana Inf., si stacca un sentiero che conduce a Varda, da li si sale diritti (100 mt. lineari, circa 15 mt. D+) fino a congiungersi al 5 che corre a fianco del Ru Courtod, per poi riprendere la traccia originale all’Alpe Metsan.

    Aspetto un tuo feedback sulla citata galleria. Se è quella modifico subito le cartine di OSM mettendola ostruita e non praticabile.

    Ciao!

  4. Pierpaolo dice:

    Devo purtroppo lasciare un feedback negativo per questo giro fatto oggi: a parte i panorami bellissimi, il percorso boschivo iniziale è noiosamente pieno di radici e sassi e ciò lo rende veramente poco piacevole ma il problema maggiore è che la prima galleria nel percorso di ritorno è CHIUSA, blindata, cementata e questo mi ha obbligato a fare dei tratti in stile Rambo per tornare a Pilaz (che per pura fortuna mi hanno portato a trovare un bel sentiero single-track che è stata la cosa più bella della giornata… ma che non fa parte di questa traccia…). Direi quindi che questo percorso, se non lo modificate, è impercorribile… mi dispiace.

    • Il Team dice:

      Grazie dell’aggiornamento importante. Il discorso della galleria è proprio un bel problema anche perché da lì passava pure il giro del Grand Tournalin.

  5. Marco dice:

    Fatto sabato: il pezzo nel bosco sono 100 metri di dislivello da fare tutto a piedi e anche la salita finale che porta a 2.370 sono altri 100 metri da fare anch’essi a piedi. Aggiungendo un paio di tratti su pista da sci da fare sempre a piedi sono in tutto circa 250-300 metri di dislivello da fare a piedi per un totale di circa 45-60 minuti. Per questo motivo personalmente non rifarei la prima parte di questo giro. La seconda parte invece è molto bella: salita con giuste pendenza e single track fantastico che costeggia il ruscello con passaggi tecnici il giusto da fare tutto in sella. Attenzione alle gallerie: c’era il divieto d’ingresso nella prima per pericolo caduta massi.

  6. Federico dice:

    Fatto sabato con amici.
    Giro molto bello e impegnativo per i tratti in salita sempre abbastanza ripidi e con vari tratti da fare a spinta, ma mai eccessivamente lunghi.
    Ambiente alpino molto bello.
    Dal traverso che costeggia il Ru Courtaud fino all’arrivo un susseguirsi di tratti divertenti e con discesa finale tecnica il giusto che fa da ciliegina sulla torta 😉
    Grazie della traccia

  7. MARCO RANGHINO dice:

    Giro bellissimo,

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